Non solo luce e colori nei dipinti di Faccincani
Nel mondo floreale di Athos primeggia la “rosa della Cina”
E’ la peonia dal profumo antico che in Europa s’impose per le sue virtù medicinali – Un maestro del colore conquistato dalle “nuances” della Puglia
Sì, dipinti dominati dalla luce e dai colori vividi e sensuali del Mediterraneo, Colori che un ladro d’eccezione ha rubato all’arcobaleno e al Mare Nostrum nei suoi diuturni viaggi in questo o quel lembo paradisiaco quale può essere uno scorcio di Capri o Positano, oppure di Venezia o, ultimamente, del Gargano. Ma in questi dipinti – bisogna riconoscerlo – fa sempre capolino il favoloso mondo floreale di Athos Faccincani, un maestro del colore che, nelle sue opere, eleva sempre un peana a Madre Natura. Un mondo, quello del Nostro, nel quale – come si evince dagli stessi dipinti in passerella nella mostra in corso a Barletta, nella galleria “Artema” di Andrea Lombardi – primeggia la regina dei fiori – la rosa – ma, soprattutto, un fiore dal profumo antico: la bellissima peonia, o “rosa della Cina”.
“La peonia è il capolavoro dei cinesi” – sosteneva il botanico Ippolito Pizzetti. In Oriente e particolarmente in Cina è oggetto di un vero e proprio culto che ha vetuste radici. Infatti, già mille anni prima di Cristo, era nelle grazie dell’imperatore, tanto è vero che fruiva di una protezione rigorosa e illimitata. A quanto si è appreso, il capo del Celeste Impero pagava generosamente le varietà più belle, favorendo così il lavoro d’incrocio e di selezione. Grazie a tali favori d’alto lignaggio, le peonie diventarono in breve il principale motivo decorativo delle porcellane cinesi, soprattutto delle epoche Ching e Ming. In Europa, invece, s’imposero per altre benemerenze: erano conosciute nell’antichità soprattutto per le loro virtù medicinali.
Ma nel meraviglioso mondo di Athos, peonia a parte, hanno conquistato le luci della ribalta altre varietà floreali di più modeste origini. Ci riferiamo alle gerbere, ai girasoli, ai ranuncoli. Ma anche a cultivar tipicamente mediterranee, come le buganvillea, i fichi d’India, i fiori di cipolla. Che lui riesce a ritrarre, tra sciabordii di luce e di colori, girovagando in Liguria, soffermandosi a Portofino, oppure andando a zonzo tra le perle della costiera amalfitana, in prevalenza a Positano, o ancora all’estero, sotto il sole di Santorini.
In questo profumato eden si sbizzarrisce l’estro creativo del pittore gardesano che da impenitente play-boy, ha preso in tempi recenti una cotta per la Puglia, come attestano i suoi dipinti più recenti. Vinicio Coppola