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	<title>Bisceglie 15 Giorni &#187; Opinioni ed Interventi</title>
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	<description>Periodico di informazione diretto da Salvatore Valentino e fondato nel 1999 - reg. Tribunale di Trani n° 350 del 21.05.1999</description>
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		<title>Alla ricerca della Bisceglie perduta. Le impressioni di una cicloamatrice</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 20:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni ed Interventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Bisceglie nascosta &#8211; note a margine della ciclo-passeggiata promossa da Biciliae domenica 29 gennaio scorso di MARISA CIOCE  Era intrigante il titolo proposto da Biciliae per la prima biciclettata del 2012 :”Alla ricerca della Bisceglie perduta”! Cosa c’è da “ricercare” se è già stato “perduto”? Sicuramente il messaggio sottinteso era tutto da scoprire!  Così, sfidando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2012/02/DSCN88371.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6029" title="DSCN8837" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2012/02/DSCN88371-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Bisceglie nascosta &#8211; note a margine della ciclo-passeggiata promossa da Biciliae domenica 29 gennaio scorso</strong></p>
<p><strong>di MARISA CIOCE</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"> Era intrigante il titolo proposto da Biciliae per la prima biciclettata del 2012 :”Alla ricerca della Bisceglie perduta”! Cosa c’è da “ricercare” se è già stato “perduto”? Sicuramente il messaggio sottinteso era tutto da scoprire!<span id="more-6027"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"> Così, sfidando gli otto gradi ed il cielo plumbeo, insieme ai miei “venticinque lettori” pardon “affezionati delle due ruote” mi sono messa alle “calcagna” della guida d’eccezione: il restauratore Vito Morgigno.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Che sorpresa innanzitutto ammirare il restauro del balcone di palazzo Uva in Via Tupputi; ed ancora il restauro della chiesetta di S. Nicola in Strada Ospedale nel centro storico! E che meraviglia l’atrio con la scalinata rinascimentale del più antico ospedale di Bisceglie! Ma qualcosa, allora, si sta muovendo nel ripristino del nostro borgo antico? E’ vero, sono recuperi attuati per ora solo da soggetti privati, in maniera piuttosto lenta, con cantieri (sporadici) in alcune zone caratteristiche…. Ma dobbiamo cominciare a sperare che qualcosa si sta per fare???</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Trasferitici nel rione “Le Pescare” siamo stati accompagnati a vedere una “via morta”, Vico I Zangrilli, lastricata con artistiche basole, e poi tutti i cortili, le corti e gli archi dei vicoli successivi di Via Gramsci!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Di lì abbiam raggiunto  prima il quartiere ottocentesco che si snoda a ridosso di Via Ariosto, con la villa Veneziani, poi quartiere Lancellotti con nucleo centrale di residenze ottocentesche insediatesi attorno ad una villa più antica (tardo Seicento) con portale monumentale d’ingresso e volte in muratura. In questo quartiere rimangono ancora una insegna di fabbro ed un frantoio ipogeo (ma quanti lo sanno?). Dappertutto la nostra attenzione si è puntata su edifici civili con piccoli scorci di particolare rilevanza quali portali d’ingresso lunettati, scale rampanti in pietra che permettono l’accesso, tramite porte in muratura, ad ambienti d’ altezza elevata, stemmi di antiche famiglie biscegliesi, cornici in tufo marcapiano, comignoli artistici, paracarri in pietra, stalle e sottani sotterranei un tempo utilizzati per ricovero di animali,   cortili, (in uno una anziana lavava la roba), archi e ovunque locali abbandonati o semiabbandonati.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2012/02/DSCN8830.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6030" title="DSCN8830" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2012/02/DSCN8830-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <strong>“Ed allora?” mi si chiederà? “Cos’hai scoperto di così eccezionale?”</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Due cose che forse pochissimi sanno: la presenza di piccole oasi verdi nascoste all’interno del groviglio di viuzze, , un po’ coltivate (spesso ad  agrumeti) un po’ abbandonate; la maggioranza di cartelli “vendesi” sulle piccole casupole laddove il Piano Regolatore pare che preveda la costruzione di palazzoni e quindi la scomparsa di quei quartieri, parte  di storia della nostra città.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La visita mi ha fatto riflettere sulla capacità dei nostri antenati di costruire avendo ben chiara la necessità di avere una città “a misura di”: a misura degli anziani, che potevano sedersi nelle corti e chiacchierare nelle pause dal lavoro o a fine giornata; a misura dei bambini che nei cortili potevano giocare e socializzare, litigare ed aiutarsi sotto l’occhio vigile dei nonni e delle mamme; a misura dell’ambiente che conservava un polmone verde anche  a pochi passi dalle abitazioni!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ed oggi, la nostra città è costruita “a misura di chi”? I bambini/ragazzi non hanno spazi in cui ritrovarsi salvo la villa comunale, visto che altri spazi verdi (Parco delle Beatitudini, Parco della Misericordia, Orto Botanico) sono perennemente chiusi al pubblico; la stessa villa comunale serve agli anziani; per il resto ci si deve rivolgere alle ludoteche o alle varie associazioni (a cui si può accedere pagando una quota di iscrizione!)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Insieme alla maggioranza dei giovani presenti si rifletteva sulla necessità di recuperare questi quartieri senza consumare/cementare ancora di più la città. Gli stessi spazi verdi potrebbero offrire la possibilità di creare “orti urbani” concedendoli in gestione/comodato d’uso alle  associazioni di anziani ancora attivi presenti in città! Ed ancora…… ma di ipotesi ne sono state fatte tante anche per offrire lavoro ai giovani.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Mi ha enormemente meravigliato  la ricchezza di proposte che venivano dai ragazzi, la loro attenzione  per l’”antico” che ci circonda e la coscienza ambientale di tanti, espressa con passione: ma da chi vengono ascoltati?????</p>
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		<title>Nicola Occhiofino, appartiene anche alla storia di Bisceglie</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 16:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni ed Interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato “…lo mio maestro, ‘l mio autore …”. Nicola Occhiofino, già Vice presidente del Consiglio Regionale della Puglia e Assessore al Welfare della Provincia di Bari, è venuto a mancare la sera del 20 gennaio scorso. Nelle ACLI (Associazione Cristiani Lavoratori Italiani) è stato Presidente provinciale di Bari, Presidente e Segretario regionale della Puglia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_4373" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2011/02/Nicola-Occhiofino-web.jpg"><img class="size-medium wp-image-4373" title="Nicola Occhiofino web" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2011/02/Nicola-Occhiofino-web-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a><p class="wp-caption-text">30 Aprile 1971, Nicola Occhiofino ad un incontro di quartiere nel Circolo ACLI di Bisceglie. Alla sua sinistra Mauro Papagni Presidente di Circolo</p></div>
<p>E’ stato <em>“…lo mio maestro, ‘l mio autore …”.</em></p>
<p></strong></p>
<p><strong>Nicola Occhiofino</strong>, già Vice presidente del Consiglio Regionale della Puglia e Assessore al Welfare della Provincia di Bari, è venuto a mancare la sera del 20 gennaio scorso.</p>
<p>Nelle ACLI (Associazione Cristiani Lavoratori Italiani) è stato Presidente provinciale di Bari, Presidente e Segretario regionale della Puglia, Segretario nazionale di Gioventù Aclista, Responsabile nazionale Acli alla Formazione.</p>
<p> Ci siamo conosciuti verso la metà degli anni ’60, quando iniziai a frequentare il Circolo Acli di Bisceglie, ove mi iscrissi più per ritrovarmi con gli ex amici oratoriani (Nicola Gallo, Franco Di Pinto, …) che per altro.<span id="more-4372"></span></p>
<p>Le attività di quel Circolo, il dinamismo di Franco Di Pinto e le novità che emergevano dal mondo dei Lavoratori cristiani, mi portarono a partecipare al “Corso Residenziale di Formazione per Dirigenti di Circolo e Giovani delle ACLI” presso l’Oasi S. Fara di Bari dal 17 al 20 agosto 1967. In quella occasione Occhiofino, allora Vice presidente provinciale,  tenne una relazione sul tema L’UNITA’ SINDACALE   (“<em> NO al sindacato di partito, NO al sindacato di centro sinistra, NO al sindacato cristiano, NO al linguaggio della distinzione fra i lavoratori”).</em> Io, che già negli anni precedenti avevo maturato la scelta della Nonviolenza e della Obiezione di coscienza al Servizio militare, proposi in quella sede per il movimento dei giovani aclisti il motto della scuola di Barbiana “<em>I Care”,</em> da contrapporre, secondo l’insegnamento di don Milani (scomparso due mesi prima), al motto fascista “<em>me ne frego”.</em></p>
<p> Nel 1969 Occhiofino fu uno dei fautori della “<strong>Fine del collateralismo con la DC</strong>”<em> </em> al Congresso nazionale delle Acli di Torino, e uno dei fautori dell’ “<strong>Ipotesi socialista</strong>” al Convegno di studi di Vallombrosa del 1970. In quell’anno, su  invito dello stesso Occhiofino, partecipai nei pressi di Roma ad un Corso Nazionale per dirigenti ACLI, tutto impostato sul tema “<strong>Alternativa al Capitalismo in nome dell’Uomo</strong>”.</p>
<p>Con la scelta socialista le Acli si dividono, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ci toglie gli Assistenti ecclesiastici (e i viveri), Paolo VI ci esprime  “deplorazione”. Intanto Nicola Occhiofino,  forte sostenitore del nuovo percorso, scalza al Congresso delle Acli di Bari il dott. Andrea Leonetti  succedendogli a Presidente Provinciale.</p>
<p>A Bisceglie, su impulso di Franco Di Pinto, all’epoca Segretario regionale delle Acli, nasce il 13–01–’71 in via L. Papagni 9/A il nuovo Circolo Acli, sulle cui pareti  non vengono più affissi i tradizionali manifesti “Vota DC” con lo scudo crociato, ma vengono riportati alcuni “messaggi” di don Primo Mazzolari, Lincoln, Gandhi, Aldo Capitini. Uno per tutti: “<strong>Quando sento cantare: -Gloria a Dio e pace sulla terra-, mi domando dove oggi sia resa gloria a Dio e dove sia pace sulla terra. Finché la pace sarà una fame insaziata, e finché non avremo sradicata dalla nostra civiltà la violenza, il Cristo non sarà nato</strong>”. (Gandhi).</p>
<p> Le vecchie Acli, dirette dal dott. G. Galantino e P. Rana, diventano prima MoCLI, poi M.C.L., mentre il nuovo Circolo di via L. Papagni, diretto dal sottoscritto in qualità di incaricato prima, di Presidente di Circolo poi, ma sempre sotto la guida di Di Pinto, si caratterizza da subito come <strong>SCUOLA PERMANENTE DI FORMAZIONE E AZIONE SOCIALE</strong>: assemblea di quartiere ogni mercoledì sui vari temi sociali, politici, sindacali, religiosi;  costituzione di un embrione di Comitato di Quartiere; doposcuola estivo gratuito per tutti i ragazzi in difficoltà delle  elementari e medie della zona; nascita del giornale “<strong>QUARTIERE. Il Potere dal Basso</strong>” (Direttore Responsabile Ennio Triggiani, Direttore Franco Di Pinto, Redattore capo Mauro Papagni), con lo stesso Occhiofino fra i redattori ( “…<em>la lotta per sconfiggere il mostro del privilegio e dello sfruttamento. E’ il modo migliore per testimoniare il nostro cristianesimo”).</em> Il nuovo Circolo è inoltre presente nella vita cittadina con tutta una serie di iniziative di una certa rilevanza:  difesa ad oltranza dei sei infermieri della Casa della Divina Provvidenza arrestati il 12 novembre 1970 in seguito a manifestazioni sindacali;  iniziative, insieme ad alcuni amici dell’Azione Cattolica, sulla LIBERTA’ DI VOTO PER I CATTOLICI (“<em>Non esiste il Partito della Chiesa”) </em>e sul “NO” all’abrogazione della legge sul Divorzio, nonché un pubblico dibattito-confronto con l’on. prof. Renato Dell’Andro e lo stesso Nicola Occhiofino nei locali dell’azione cattolica di via Petronelli, sempre sul tema del Divorzio (marzo 1973);  manifestazione nel cinema Garibaldi con Livio Labor;  assemblea pubblica nei locali del Circolo con l’avvocato Luciano Ventura su Vincenzo Calace.</p>
<p>Dopo tre anni il Circolo cessò le attività, e gli aclisti di “dispersero” nei diversi partiti. Io con altri amici (fra cui i proff. Antonio Bombini e il compianto Giuseppe Di Molfetta) ci iscrivemmo al PCI di Bisceglie ove portammo tutto l’entusiasmo e l’esperienza di quel Circolo, mentre Occhiofino aderiva come indipendente al PCI di Bari.</p>
<p>Non ci perdemmo di vista. Anzi, io coglievo ogni occasione per invitarlo a Bisceglie per qualche comizio o dibattito, presentandolo come colui che “<em>prendeva per mano i giovani cattolici, e per mano li accompagnava sulla strada dell’impegno sociale”</em>; mentre lui non mancava di chiedermi “informative” locali, anche invitandomi con la mia famiglia presso il suo “rifugio” di Cisternino.</p>
<p> Quando verso la fine del 1983 istituii<em> </em>l’Assessorato per la Pace a Bisceglie, prima esperienza del genere in Italia (sindaco Ricchiuti), egli ne fu fiero: <em>“Vedete cosa combinano nelle istituzioni gli aclisti, i miei aclisti!”. </em>E quando nel 1989 organizzai, come segretario del PCI, la Scuola di Politica<em> “</em>PENSANDO IL MONDO NUOVO<em>”</em> al Camping di Bisceglie, egli accettò bel volentieri, insieme al prof. Giuseppe (Beppe) Vacca anch’egli entusiasta, la direzione dell’iniziativa, che si articolò, per un’intera settimana, in momenti antimeridiani di studio e approfondimento, e in pubbliche assemblee serali, ad una delle quali prese parte Don Tonino Bello.  Un gran successo!!</p>
<p>Seguì il 23° Congresso Sezionale del PCI del 2-4 febbraio 1990, quindi la rottura politica nella sezione (fra quelli del rinnovamento e chi rimaneva assestato sulle vecchie posizioni), la formazione del “Gruppo di Impegno Politico MONDO NUOVO”, la presentazione della lista “MONDO NUOVO” alle amministrative di quell’anno.</p>
<p>In piena campagna raccolta-firme per la presentazione della nuova lista, Occhiofino venne a trovarmi a casa inviato dalla Federazione barese del PCI nel tentativo di persuadermi a “rientrare”, mandando a monte le firme raccolte per la presentazione della nuova lista, ovvero a dimettermi per evitare le espulsioni (negli stessi termini mi arrivavano le telefonate da Roma). Spiegai che non c’erano i presupposti, politici e democratici, perché io accettassi alcuna delle due soluzioni e che a quel punto preferivo le espulsioni.  Nicola comprese e non insistette più di tanto. Fui eletto nella nuova lista MONDO NUOVO. Seguirono puntuali le espulsioni dal PCI, mie e di tanti altri compagni (3.5.’90).</p>
<p>Quell’anno tentai di ripetere l’esperienza del Camping organizzando, questa volta come MONDO NUOVO, la Scuola di Politica “IL LABORATORIO DELL’UTOPIA” presso la Casa delle Missioni di via Molfetta. L’iniziativa non andò bene come la prima volta, per le difficoltà che ebbi a rintracciare i relatori sui diversi temi: <em>“Hanno creato un cordone sanitario attorno a te”, </em>mi disse Enzo Lavarra della Federazione barese.  Non mi abbandonò, invece, Nicola Occhiofino che anche in quella occasione mi collaborò con una sua appassionata relazione.</p>
<p> Poi le strade si divisero.  Ma io continuai sul solco del suo insegnamento, marchiando col Preambolo sulla Pace, e non solo, lo Statuto del Comune di Bisceglie (1991, sindaco Contò) e, ritornato Assessore (1993, sindaco Lorusso), deliberando l’ospitalità a Bisceglie dei bambini orfani di Spalato ( guerra serbo-croata), e presentando la proposta-progetto della Città dei Ragazzi a S. Croce che inglobava tutto quanto era maturato in quegli anni come impegno concreto del Comune di Bisceglie sui grandi temi della Solidarietà e della Pace.</p>
<p> Nicola Occhiofino fa parte anche della Storia di Bisceglie.  A me ha insegnato che la Politica, come la Fede, è soprattutto testimonianza.</p>
<p><strong>Grazie, Nicola.      29/01/2011    Mauro Papagni</strong></p>
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		<title>Editoriale: P.D.: &#8220;Partito Democratico&#8221; o &#8220;Primarie Dimenticate&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 22:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni ed Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[bisceglie15giorni]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[SALVATORE VALENTINO]]></category>

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		<description><![CDATA[In anteprima l&#8217;editoriale contenuto nel numero del 31 gennaio 2011 di &#8220;Bisceglie 15 Giorni&#8221;, domani mattina in edicola Troppe liste rappresentano un segno di debolezza o sono il mezzo a disposizione della gente per partecipare attivamente alla politica?  Chi le contesta dovrebbe spiegare ai cittadini perchè non ha voluto le &#8220;PRIMARIE&#8221; a Bisceglie per decidere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2011/02/salvatore-VALENTINO.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4323" title="salvatore VALENTINO" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2011/02/salvatore-VALENTINO.jpg" alt="" width="200" height="257" /></a>In anteprima l&#8217;editoriale contenuto nel numero del 31 gennaio 2011 di &#8220;Bisceglie 15 Giorni&#8221;, domani mattina in edicola</em></strong></p>
<p><strong><em>Troppe liste rappresentano un segno di debolezza o sono il mezzo a disposizione della gente per partecipare attivamente alla politica?  Chi le contesta dovrebbe spiegare ai cittadini perchè non ha voluto le &#8220;PRIMARIE&#8221; a Bisceglie per decidere il candidato sindaco del centro sinistra, soffocando così il desiderio di dibattito e confronto sempre vivo nella base&#8230;<span id="more-4322"></span></em></strong></p>
<p>L’antico vizio della sinistra di fare politica con gli slogan è dura a morire. Dopo aver tentato, e fallito, la via della delegittimazione legalitaria, scontrandosi con numerose sentenze della magistratura amministrativa che nulla ha avuto da eccepire sull’attività dell’Amministrazione Comunale; dopo aver tentato, e fallito, il &#8220;tam tam&#8221; di una &#8220;città sporca&#8221;, ottenendo l’unico risultato utile di aver delegittimato un’intera collettività, diffondendone un’immagine negativa che ha rischiato di pregiudicare l’appeal che Bisceglie continua ad avere nell’attrarre ospiti, e non solo d’estate; adesso si affanna a contestare la discesa in campo delle liste che sosterranno la rielezione di Francesco Spina che, a parere dei maggiori (?) partiti del centro sinistra, sarebbero tante, inutili, vuote e sostanzialmente un &#8220;trucco&#8221; per ingannare i cittadini, costituendo una prova di forza che si schianterà contro una sconfitta&#8230;.</p>
<p>Ormai in piena campagna elettorale assistiamo ad una fiera di &#8220;tentativi&#8221; di delegittimazione, operati con l’intento di sovvertire un pronostico che nell’opinione pubblica è ormai acquisito: la rielezione di Francesco Spina a Sindaco di Bisceglie per i prossimi cinque anni.</p>
<p>Ed in questa fiera di &#8220;bugie&#8221;, di costanti &#8220;negazioni della realtà&#8221;, dal centro sinistra partono i petardi del &#8220;facimme ammujna&#8221;: il &#8220;no&#8221;, costi quello che costi, a tutto ed al contrario di tutto. &#8220;NO&#8221; alla Zona A.S.I., &#8220;NO&#8221; al Casello autostradale, &#8220;NO&#8221; ai piani di riqualificazione urbana, peraltro finanziati, al contrario del passato quando si limitavano a puri e semplici proclami, &#8220;NO&#8221; ai cittoli sulle spiagge, e via &#8230;negando&#8230;</p>
<p>Nella fiera delle negazioni si fa finta di non vedere, per esempio, l’alto grado di considerazione che la nostra Città sta riscuotendo a livello regionale e nazionale, grazie ad una politica di dialogo e proficua collaborazione, soprattutto con enti territoriali governati dalla sinistra: laddove l’altro ieri, vedi la Regione Puglia, qualcuno era costretto ad andare a &#8220;battere i pugni&#8221; per farsi soltanto ricevere, oggi si dialoga proficuamente, con la massima serenità e, senza battere alcunchè, Bisceglie ottiene cospicui finanziamenti, mentre i progetti presentati godono del vivo apprezzamento del governo regionale e dei suoi massimi esponenti, a partire dal Governatore Vendola. Si sono risolti così i problemi della &#8220;Principessa Jolanda&#8221;, dei giovani che vogliono fare musica, dei numerosi piani di riqualificazione urbana e del P.U.G.</p>
<p>Senza contare che la qualificata presenza di Francesco Spina ai vertici dell’A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) si sta rivelando una formidabile attrattiva in termini di agevolazioni, finanziamenti e considerazione per la nostra Città. A memoria non ricordiamo un sindaco che abbia ricoperto incarichi prestigiosi a livello nazionale. Un fatto di cui Bisceglie dovrebbe andare orgogliosa, e che smentisce i risibili tentativi del centro sinistra &#8220;paesano&#8221; di delegittimare l’attuale sindaco sotto il profilo delle capacità amministrative e relazionali.</p>
<p>Ma torniamo a focalizzare il tema &#8220;liste&#8221;. Dai Comunsti Italiani al Partito Democratico ha preso il via un fuoco di fila (di mortaretti) teso a delegittimare: 1) il numero delle liste che sostengono Spina; 2) la loro consistenza in termini elettorali, definendole &#8220;civetta&#8221;; 3) i numerosi cittadini che hanno accettato, e continuano ad accettare, di candidarsi alle prossime elezioni comunali, che si terranno presumibilmente a maggio prossimo. Un tentativo di delegittimazione che nasconde ciò che tutti possono vedere: cioè che anche il centro sinistra sta ricorrendo alle liste civiche, ma si guarda bene dal dichiararlo.</p>
<p>Conoscendo bene il &#8220;pensiero&#8221; degli amici della sinistra, capiamo la loro preoccupazione, che cresce con il crescere della partecipazione popolare alla vita politica. Meglio sarebbe, secondo loro, che certe faccende fossero risolte &#8220;fra pochi eletti&#8221;, generalmente &#8220;capipopolo-autoreferenti&#8221;, che capiscono la politica, conoscono le &#8220;leve del potere&#8221; che vorrebbero manovrarle senza intralci e, soprattutto, senza voci dissenzienti.</p>
<p>Un &#8220;ghe pensi mi&#8221; alla rovescia, della serie: conta più la pagliuzza negli occhi dell’avversario, anzichè la trave nel proprio&#8230; E poi, perchè condidare tutti questi &#8220;cittadini&#8221;, che torneranno a casa con qualche voto e qualche delusione in più?&#8230;</p>
<p>In questa teoria è contenuta tutta la &#8220;cultura politica&#8221; della sinistra che, ancora una volta, ci propina ragionamenti campati in aria. Se sono tanti seicento candidati, potrebbero esserlo altrettanto anche sessanta candidati. E spieghiamo perchè&#8230;</p>
<p>I posti di consigliere comunale sono trenta, ragione per cui anche se si presentassero due sole liste, resterebbero fuori trenta candidati. Chi se la sente di considerare &#8220;peones&#8221; questi poveri trenta eslcusi?</p>
<p>Ciò che a sinistra non riescono a capire è che anche un numero di candidati &#8220;esagerato&#8221; può rappresentare un coinvolgimento positivo dei cittadini nella vita e nel dibattito politico, contribuendo ad avvicinarli a problematiche fino a ieri sconosciute. In altri termini: una libertà che fonda sulla partecipazione (come del resto spesso ci ricordano da sinistra canticchiando Gaber).</p>
<p>Una libertà ed una partecipazione che la sinistra invoca astrattamente, mentre la impedisce ai suoi iscritti, ai suoi simpatizzanti, ai cittdini in generale. L’esempio lo hanno dato i &#8220;nostri&#8221;, proprio a Bisceglie, proprio in occasione di questa imminente competizione elettorale amministrativa: Bisceglie è l’unica città in cui non si sono tenute le famose &#8220;PRIMARIE&#8221;.</p>
<p>Non che altrove le &#8220;PRIMARIE&#8221; abbiano avuto maggiori fortune: le cronache politiche di questi giorni riecheggiano dei &#8220;BROGLI&#8221;, delle contestazioni, dei litigi di bassa macelleria.</p>
<p>La sinistra biscegliese, negando le &#8220;PRIMARIE&#8221; ha perso un’ottima occasione per dare credibilità a ciò che va affermando con leggerezza e scarsa coerenza. La candidatura di Franco Napoletano è il risultato di una imposizione, a nessuno è stata data l’opportunità di esprimere un’opinione diversa, ai biscegliesi resta il dubbio che nel Partito Democratico non ci siano personalità politiche carismatiche in grado di &#8220;svecchiare&#8221; la politica attraverso le &#8220;facce nuove&#8221;, tanto invocate (a parole) dagli amanti delle libere opinioni. A questa candidatura ci hanno pensato le segreterie dei partiti: i &#8220;soliti noti&#8221;, insomma. E alla BASE cosa è rimasto? Nemmeno il &#8220;diritto al mugugno&#8221; di andreottiana memoria&#8230;</p>
<p>Adesso una domanda proviamo a porla noi: e se da questi seicento e passa candidati uscisse la futura classe dirigente di Bisceglie, in grado di svecchiare il personale politico? Lo vogliamo impedire? Sembra controverso l’atteggiamento di chi, in pubblico invoca partecipazione, mentre in privato celebra le solite liturgie di una vecchia politica dura a morire.</p>
<p>Non c’è che dire: un bell’esempio di libertà, di partecipazione, di rispetto per la democrazia: un bel &#8220;salto nel passato&#8221;, in perfetto stile PolitBuro di bolscevica memoria.</p>
<p>                                                                                                                                                      <strong>                 Salvatore Valentino</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>RITRATTI DI PAESE. C&#8217;ERA UNA VOLTA LA SALA BILIARDI DI &#8216;MBA VITUCCE&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 16:20:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un giorno la signora Lucrezia Ruggieri, commercialista affermata di Bisceglie e mia amica, che spesso accompagno per la sua attività, mi chiede in macchina: «Scusa Peppino, perché ovunque si vada, in banca, negli uffici amministrativi, al comune, per istrada, tutti ti salutano, tutti ti conoscono, tutti ti portano rispetto»? Le rispondo: «Salutano mé perché tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_951" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2009/07/mba-vituccer.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-951" title="mba vituccer" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2009/07/mba-vituccer-150x150.jpg" alt="Vito D'Addato" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Vito D&#39;Addato</p></div>
<p>Un giorno la signora Lucrezia Ruggieri, commercialista affermata di Bisceglie e mia amica, che spesso accompagno per la sua attività, mi chiede in macchina: «Scusa Peppino, perché ovunque si vada, in banca, negli uffici amministrativi, al comune, per istrada, tutti ti salutano, tutti ti conoscono, tutti ti portano rispetto»? <span id="more-950"></span>Le rispondo: «Salutano mé perché tutti conoscevano mio padre ‘mbà Vitucc». Nei libri sulla storia di Bisceglie, in cui sono menzionati parecchi personaggi tipici e caratteristici del nostro passato manca un tassello, che è, a mio avviso, una carenza. Non viene citato da nessuna parte un locale che negli anni 50, e anche oltre, rappresentò il maggior punto di aggregazione, di incontro, di socializzazione, di un sereno trascorrere del tempo libero per tanti giovani e non.</p>
<p>Un locale frequentato da tutte le categorie sociali, produttive e lavorative, ù biliard de ‘mba Vitucc, ò Palazzìule, Piazza Vittorio Emanuele II, fra il Bis Bar e il Caffè Cova.</p>
<p>In quegli anni c’erano: il Circolo Unione, per i “galantuomini”; l’Associazione Sportiva Bisceglie, per gli appassionati di calcio; ù biliard de ‘mba Vitucc, per tutti.</p>
<p>Di questo tipo di attività mio padre fu pioniere a Bisceglie nel 1949, insieme all’amico Sergio De Candia, in qualità di socio: una scelta di lavoro e di vita. Mio padre era venditore ambulante in Basilicata e intendeva aprire un grande magazzino di stoffa a Rionero in Vulture, dove aveva molti clienti. L’idea di una sala biliardi a Bisceglie gli venne quando andò a Milano per trattare con i grossisti di tessuti, in previsione dell’apertura del Magazzino a Rionero. Entrando in un bar notò, nel retro, due biliardi, alcuni calcio-balilla e tanta gente assiepata intorno che attendeva che quei giochi si liberassero per poterli prontamente rioccupare. Ritornato a Bisceglie ne parlò con la moglie Giovanna, mia madre, con la quale andava d’accordo su tutto. Decisero così di scommettere a quella maniera per il loro futuro e per il futuro di tutta la famiglia (di tre figli: io, mia sorella Annetta e mio fratello Ignazio).</p>
<p>Il locale si chiamò “Biliardi” e fu un successo: i biscegliesi frequentavano in massa quel locale per ogni appuntamento, per ogni incontro, per conoscersi e, soprattutto, come ho detto innanzi, per socializzare.</p>
<p>Un frammento, che è doveroso incasellare nella storia della nostra Bisceglie, fatta anche di uomini dal grande intuito, dal grande senso del dovere, dalla grande capacità a conquistarsi il rispetto di tutti.</p>
<p>Anche a questa maniera si ama la propria città. Anche di questo è fatta una Storia. La Storia.</p>
<p><strong>(Giuseppe D’Addato)</strong></p>
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		<title>&#8220;Bisceglie 15 Giorni&#8221;, sul Web&#8230;vestito di nuovo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 21:55:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“BISCEGLIE 15 GIORNI”, sul Web cambia veste e contenuti. In più, un progetto per l’immediato futuro… Gentili Amiche e Cari Amici, “Bisceglie 15 Giorni” rappresenta ormai una realtà editoriale ed associativa in continua evoluzione e non potevamo esimerci dall’effettuare un sostanziale restyling del nostro sito internet. Stavolta ci siamo fatti in “quattro” per soddisfare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2009/07/direttore-web1.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-237" title="Salvatore Valentino - Direttore Responsabile " src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2009/07/direttore-web1-150x150.jpg" alt="direttore web[1]" width="150" height="150" /></a>“BISCEGLIE 15 GIORNI”, sul Web cambia veste e contenuti. In più, un progetto per l’immediato futuro…</strong></p>
<p><strong><em>Gentili Amiche e Cari Amici,</em></strong></p>
<p><strong>“Bisceglie 15 Giorni”</strong> rappresenta ormai una realtà editoriale ed associativa in continua evoluzione e non potevamo esimerci dall’effettuare un sostanziale restyling del nostro sito internet.<span id="more-236"></span></p>
<p>Stavolta ci siamo fatti in <strong>“quattro”</strong> per soddisfare le moderne esigenze della comunicazione: un appuntamento che non poteva essere disatteso da un periodico a forte caratterizzazione locale ma che si ripropone, attraverso la Rete, di farsi ambasciatore della <strong>Città di Bisceglie nel Mondo</strong>, se pensiamo a tutti quei nostri concittadini che per lavoro hanno dovuto lasciare il luogo natìo per trasferirsi lontani dagli affetti, dai luoghi, dai profumi, dalle tradizioni cui restano indissolubilmente legati.</p>
<p><strong>“Bisceglie 15 Giorni”</strong> si propone quale finestra <strong>quotidiana </strong>di eventi, interventi, cronaca, sport, turismo e delle notizie flash relative al territorio della Provincia di Barletta-Andria-Trani.</p>
<p><strong>“Bisceglie 15 Giorni”</strong> non abbandona la tradizionale impaginazione e periodicità <strong>quindicinale</strong> e, via via, sarà disponibile in una teca telematica, a disposizione di quanti vorranno sfogliarlo, archiviarlo, stamparlo ed utilizzarlo quale <strong>“archivio storico”</strong> degli eventi locali.</p>
<p><strong>“Bisceglie 15 Giorni”</strong> si propone, inoltre, attraverso un proprio canale <strong>You Tube</strong>, sul quale stiamo archiviando i principali filmati relativi alle iniziative curate dalla nostra Associazione Editrice <strong>“Bisceglie Host &amp; Communications”</strong>, e sul quale confluiranno i servizi che andremo a realizzare per la nostra <strong>“Web-TV”</strong>. Inoltre una ricca galleria fotografica sarà a disposizione di quanti vorranno ripercorrere storicamente le immagini della nostra Città e dei suoi principali eventi.</p>
<p>Il sito internet che ci avviamo a proporVi rappresenta, quindi, un’offerta integrata nel campo della comunicazione globale che, ne siamo certi, incontrerà il favore dei più affezionati fra Voi, costituendo al contempo motivo di curiosità ed interesse che potrà generare l’approccio di sempre nuovi amici.</p>
<p>Si rafforza, quindi, la vocazione di <strong>“Bisceglie 15 Giorni”</strong> quale interlocutore del mondo politico, associativo, culturale, ecclesiastico ed economico; strumento di crescita civile che non abdicherà alla propria funzione precipua di “occhio” attento sulle vicende del territorio, nonché strumento di intervento immediato di quanti vorranno affidargli le proprie opinioni, purchè siano espresse con spirito costruttivo, bandendo ogni tentativo di strumentalizzazione o di offesa personale.</p>
<p>Il futuro prossimo, e questa la <strong>vera novità</strong>, vedrà entro la fine di quest’anno il progressivo <strong>abbandono dello strumento cartaceo</strong>, mentre le nostre risorse saranno concentrate nel potenziamento dell’informazione globale integrata e sempre più multimediale.</p>
<p>Il venir meno dell’edizione cartacea non costituirà, a nostro giudizio, una “deminutio” della funzione informativa di “Bisceglie 15 Giorni”, bensì l’occasione per la nostra testata e per le aziende, che vorranno affidarci i loro messaggi pubblicitari, di raggiungere un pubblico più vasto e geograficamente distante dalla nostra Città.</p>
<p>07 Luglio 2009 &#8211; <strong>Salvatore Valentino</strong> – Direttore Responsabile</p>
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		<title>CHIESA. I VESCOVI DI PUGLIA BOICOTTANO IL RITO MOTU PROPRIO &#8220;SUMMORUM PONTIFICUM&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 20:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LETTERA APERTA AL SANTO PADRE BENEDETTO XVISanto Padre, confidando nella Sua paterna benevolenza, cogliendo la provvidenziale occasione della Sua venuta nella nostra Regione, con questa lettera sentiamo il dovere di informare la Santità Vostra, che in base alla nostra esperienza, risulta che i nostri amati Vescovi della Puglia, in grandissima parte, tranne rare e lodevoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong></p>
<div id="attachment_379" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2009/07/PAPA-BENEDETTO-XVI_B15G.JPG"><img class="size-thumbnail wp-image-379" title="PAPA BENEDETTO  XVI_B15G" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2009/07/PAPA-BENEDETTO-XVI_B15G-150x150.jpg" alt="Sua Santità Benedetto XVI (foto B15G)" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Sua Santità Benedetto XVI (foto B15G)</p></div>
<p>LETTERA APERTA AL SANTO PADRE BENEDETTO XVI</strong>Santo Padre, confidando nella Sua paterna benevolenza, cogliendo la provvidenziale occasione della Sua venuta nella nostra Regione, con questa lettera sentiamo il dovere di informare la Santità Vostra, che in base alla nostra esperienza, risulta che i nostri amati Vescovi della Puglia, in grandissima parte, tranne rare e lodevoli eccezioni, di fatto boicottano, ostacolano e in non pochi casi addirittura proibiscono l’applicazione del Suo Motu Proprio “Summorum Pontificum”, impedendo a molti l’accesso a quella grande ricchezza della Chiesa che Lei ha messo a disposizione di ogni “christifidelis”. La preghiamo di voler far accertare se – e in caso affermativo, in quale parte – in Puglia coloro che rivestono l’ufficio di Pastori – con modalità diverse, ostacolano o impediscono l’applicazione del Suo documento. Lei, Beatissimo Padre, ha stabilito il diritto che chiunque voglia può partecipare alla forma straordinaria; lasciando libero chi non vuole di non parteciparvi. Dov’è allora il problema? Perché c’è tanta ostilità e rifiuto per il Rito Romano Antico, per una così  grande ricchezza, parte integrante del bimillenario patrimonio liturgico della Santa Chiesa Cattolica?<span id="more-378"></span></div>
<p> </p>
<p>La nostra sofferta preoccupazione, infatti è che, a tal riguardo, possa esistere una specie di “embargo” liturgico per cui, pur non essendoci dichiarazioni ufficiali di contrarietà al Motu Proprio, dietro le quinte, i preti vengono scoraggiati o viene loro proibito anche solo di accennare alla S. Messa di San Pio V. Risulta che vengano rifiutate le richieste di gruppi di laici che chiedono di avere la celebrazione secondo la forma straordinaria del rito romano. In molti casi, di fatto, accade che dell’esistenza e delle possibilità offerte dal Motu Proprio o non si parla per niente o se ne parla in modo negativo e spesso fazioso. A noi sembra che tutto questo, dopo la promulgazione del Suo documento si configuri come una violazione di un diritto acquisito, nella Chiesa, sia dei preti che dei laici. D’altronde, se vengono rifiutate, in vari modi, le richieste di celebrazione della Santa Messa secondo la forma straordinaria, qual è la sanzione per tale rifiuto? La Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” è stata messa sempre in condizione di operare efficacemente?</p>
<p>Nessuno, o quasi nessuno, poi si impegna a far conoscere le motivazioni, di grande spessore spirituale e pastorale, per le quali Lei, Beatissimo Padre, ha ritenuto legittimo e opportuno pubblicare il “Motu proprio”.</p>
<p>Come a suo tempo anche il Segretario dell’Ecclesia Dei, Mons. Camillo Perl, ebbe a riferire (le sue parole furono riportate da tutta la stampa nazionale!) e come risulta in modo chiarissimo dalla nostra esperienza personale, il basso numero di Messe di San Pio V celebrate in Puglia non è imputabile – come si vuol far credere &#8211; ad un presunto scarso interesse del “popolo di Dio”, ma certamente è dovuto al boicottaggio che il Motu Proprio ha ricevuto dai Pastori delle Diocesi. Dove c’è stata infatti libertà di celebrazione della Santa Messa di San Pio V l’accoglienza è stata sempre, o in gran parte, di entusiasmo e di grande stupore per il senso del sacro, del silenzio, del mistero, del rispetto liturgico che la forma straordinaria trasmette e promuove.</p>
<p>Purtroppo questa messa “fuori legge” del Motu Proprio ha trovato spesso la complicità, l’approvazione e l’indebito sostegno di molti liturgisti che, stranamente, pur dichiarandosi competenti in materia liturgica, invece di essere i primi, i più attenti e i più rispettosi “cerimonieri” dei contenuti del Motu Proprio si sono impegnati invece in una inspiegabile “crociata” contro il Motu Proprio.</p>
<p>Siamo a disposizione, secondo le nostre testimonianze personali, Se Lei lo vorrà, per fornire la “mappa liturgica” delle Diocesi della Puglia dove il Motu Proprio è disatteso, osteggiato o proibito e delle modalità con cui questo avviene.</p>
<p>Noi chiediamo con forza che il Motu Proprio sia semplicemente applicato e rispettato così come indicato dalla Santità Vostra e che non ci sia più nessuna opposizione a quanto da Voi stabilito quale Successore del Beato Pietro.</p>
<p>Beatissimo Padre,</p>
<p>In ginocchio innanzi alla Vostra Augusta Persona, nella quale riconosciamo il Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo, attestiamo la nostra ferma volontà di giungere ad una piena ed effettiva applicazione del Suo “Motu Proprio”, riservandoci di agire, “opportune et importune”, con ogni azione, sempre ecclesiale, a sostegno della Sua Volontà e di denuncia contro ogni tipo di illegittimo boicottaggio del Motu Proprio e  per denunciare chi disubbidisce alla volontà della Santità Vostra,  peccando contro la comunione ecclesiale.  </p>
<p>Devotissimi Suoi in Cristo Gesù</p>
<p><strong>Don Guglielmo Fichera</strong></p>
<p>(Seguono le firme di numerosi laici, fra le quali quella del Direttore Responsabile di questo periodico, Salvatore Valentino)</p>
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		<title>L&#8217;indignazione, questa sconosciuta</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 09:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Test per scoprire la capacità dei nostri concittadini di indignarsi, mobilitarsi e intervenire dinanzi a episodi di triste inciviltà e di sconfortante ignoranza. A volte penso che questo paese chiuda troppo spesso “un occhio” dinanzi a episodi, situazioni, vicende che dovrebbero invece suscitare profonda e ributtante indignazione. Alla fine penso però, facendo dei calcoli approssimativi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_140" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2009/06/proloco_scempi_via-ottavio-tupputi.jpg"><strong><img class="size-thumbnail wp-image-140" title="proloco_scempi_via ottavio tupputi" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2009/06/proloco_scempi_via-ottavio-tupputi-150x150.jpg" alt="Un evidente esempio di inciviltà: un auto che procede in senso contrario in pieno centro storico" width="150" height="150" /></strong></a><p class="wp-caption-text">Un evidente esempio di inciviltà: un auto che procede in senso contrario in pieno centro storico</p></div>
<p><strong>Test per scoprire la capacità dei nostri concittadini di indignarsi, mobilitarsi e intervenire dinanzi a episodi di triste inciviltà e di sconfortante ignoranza.</strong></p>
<p><span id="more-134"></span></p>
<p>A volte penso che questo paese chiuda troppo spesso “un occhio” dinanzi a episodi, situazioni, vicende che dovrebbero invece suscitare profonda e ributtante indignazione. Alla fine penso però, facendo dei calcoli approssimativi, che, chiudine uno oggi, chiudine un altro domani (il discorso vale per esseri bioculari, altri casi risulterebbero alquanto avulsi dal contesto terrestre), si finisca per non accorgersi più di quanto stiamo perdendo la capacità di stupirci, sgomentarci e, per l’appunto, indignarci.</p>
<p>L’indignazione, a mio avviso, è quel “sentire” che, qualora avvertito, ci dà o meno l’idea di essere cittadini ancora attaccati emotivamente e affettivamente al territorio di appartenenza (o a quello di adozione, quello in cui si vive o si lavora insomma). Una volta non più avvertito abbiamo il chiaro indice di non esserne più affezionati, di non curarcene più di tanto, di non interessarci delle sue vicende. L’indignazione oggi è un sentimento riservato a una stretta élite di gente che, mossa da una qualche dinamica emozionale, culturale direi, si occupa e si preoccupa del proprio territorio nell’ambito, sia chiaro, di quella che viene comunemente definita “società civile” e non in quello dei meandri (talvolta avvilenti, sigh!) della politica locale.</p>
<p>Vari sono gli esempi di prova che potremmo effettuare, per testare il nostro grado di indignazione.</p>
<p>Come reagiamo se dinanzi a noi, che ne so?, su Corso Umberto, su via Aldo Moro, su via Piave, in via Camere del Capitolo, in via Fragata, su via Mauro Giuliani, troviamo seconde file a destra o sinistra della strada, tutte autovetture regolarmente con quattro frecce lampeggianti, che ci obbligano a fare lo slalom sperando di non uscirne (se se ne esce) ammaccati o incidentati?</p>
<p>Come reagiamo se nell’auto davanti alla nostra il conducente o il passeggero apre il finestrino e lancia il suo fazzoletto comprensivo di suoi ricordi organici o delle sue gomme da masticare o un pacchetto di patatine?</p>
<p>Come reagiamo assistendo all’episodio del tipo che fa comodamente fare al suo cagnolino, spesso esile ma, come dire, dalle capacità intestinali senza eguali, i suoi bisogni sul marciapiede? Come reagiamo se troviamo un teppistello che sputa in terra, graffita pareti di chiese e palazzi, prende a calci la segnaletica o i lampioni?</p>
<p>Bene, tre reazioni sono contemplate in questa verifica:</p>
<p>1) Interrompo di fare ciò che stavo facendo, vado verso il protagonista dello sconfortante episodio (che può essere anche un vigile urbano che non compie a dovere il suo lavoro di garante dell’ordine pubblico!) e gliene dico quattro per fargli capire che è un irriverente e che sta offendendo la città e chi la vive… . (Sfido chiunque a dire: “Rientro in questa categoria!”…).</p>
<p>2) Mi avvilisco un pò e penso che ne parlerò con qualche addetto ai lavori, non so, passerò dal Comune, ne parlerò con qualche assessore, qualcosa ai giornali la riferirò, però ora fammi scappare ché ho fretta…! (E già penso che in questa cerchia siamo in tanti…!).</p>
<p>3) Perché? È successo qualcosa? E vabbé, qualcuno passerà a ripulire (nel caso dei cani e del fazzoletto)! Oppure: e vabbé, un po’ di manovre e ci passo (nel caso delle seconde file)!</p>
<p>Ecco, chi sente di rientrare in quest’ultima categoria non conosce affatto nemmeno il significato della parola indignazione.</p>
<p>Chi rientra nella seconda categoria ne conosce il significato ma ne avverte poco il senso emotivo del termine.</p>
<p>Chi rientra nella prima categoria, vabbé, che centra? Quelli sono utopisti e, forse, nemmeno biscegliesi.</p>
<p>Io, per esempio, se può interessare, rientro in una quarta categoria: quelli che avvertono così elevato il senso di indignazione da restarne impotenti, scorati, avviliti all’ennesima potenza, coscienti del fatto che non sarà un’indignazione a salvare questo paese e nemmeno un insieme di indignazioni ma, probabilmente, un fiabesco attivismo, un rimboccarsi le maniche e mettersi a cambiare le cose, un insistere autonomamente senza bussare ad alcuna porta che resterà inevitabilmente chiusa (tranne se si è in campagna elettorale). Ma, a volte poi uno giustamente pensa: ma perché? Riesco a indignarmi, vorrei cambiare le cose in meglio, vorrei svegliare le menti morte (e come direbbe quel comico barese “Ston, ston, nge ne ston assé!”), potrei mobilitarmi per migliorare qualche situazione… poi, quando si sta lì lì per attivarsi, ci piomba in mente un’altra domanda: ma poi, questo paese, la mia indignazione, la merita davvero?</p>
<p><strong>(Francesco Brescia)</strong></p>
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