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DIREZIONE DISTRETTO SANITARIO ASL-BAT: INFURIA LA POLEMICA FRA COLLEGIO INFERMIERI IPASVI ED ORDINE DEI MEDICI
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ASL BAT 1Direttore Distretto, sale la polemica. “No, non possiede i titoli”. “Si, certo che si, invece”

Il deciso intervento di Saverio Andreula, infermiere Policlinico di Bari, presidente collegio Ipasvi di Bari e di Giuseppe Papagni, infermiere Asl BT, vice presidente collegio Ipasvi della Bat, approda sulla stampa e mette all’indice gli interventi politici di Francesco Ventola (Direzione Italia) e Grazia Di Bari (M5S).

«Il primo a rendere noto della sua scesa in campo sull’argomento, con il tipico lessico politico di dubbia interpretazione, adornato dalla presunta necessità di “chiarezza”, è il consigliere regionale del partito Direzione Italia, Francesco Ventola che fa capo all’On. Raffaele Fitto.

Egli sostanzialmente fa coppia con la dott.ssa Grazia Di Bari (Movimento 5 stelle), nel chiedere al Presidente Emiliano “…di verificare la legittimità/opportunità dell’incarico rispetto ai criteri di meritocrazia utilizzati considerando che l’Antonelli è stato selezionato tra tanti professionisti Medici”.

Il Consigliere Ventola, oltre ad aggiungere altro nulla a quanto già detto sull’argomento dalla sua collega, si smarrisce nell’inutile tentativo di far passare, nei lettori del quotidiano, la sua letterina rivolta al governatore pugliese Emiliano, quale esercizio di trasparenza. Infatti, egli nella sua “perla” afferma “…che è nel ruolo e nella responsabilità del Direttore del distretto far funzionare al meglio tutti i nuovi servizi – reparti presenti nel distretto, (da ultimo quello di Canosa”).

Beata ignoranza.

Alla coppia dei politici (Movimento 5 Stelle e Direzione Italia), si aggiunge, brillando in eccentriche e fantasiose considerazioni sulla scelta operata dal Dott. Narracci (Medico) D.G. dell’ASL Bat, il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Barletta Andria Trani, dott. Benedetto Delvecchio.

Anch’egli, scrive una propria nota sull’argomento al governatore Emiliano sulla falsa riga di quanto affermato da Vendola & Co. precisando che “L’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Barletta Andria Trani, in merito alla nomina del Dottor Domenico Antonelli a direttore del distretto sociosanitario numero tre dell’Asl Bat, esprime perplessità sulla opportunità della scelta effettuataSi fa osservare, infatti, che nell’attuale organizzazione del distretto sociosanitario regionale ed aziendale è assente una struttura complessa di cure primarie con relativa autonomia gestionale idonea a gestire le problematiche di pertinenza medica delle cure primarie. Ciò comporta che il direttore del distretto, ad oggi, sia chiamato in causa direttamente in tutti gli ambiti di competenza distrettuale. Si fa notare che una quota parte fondamentale dei compiti del direttore di distretto è costituita da competenze attinenti le cure mediche primariele cure mediche specialistiche, l’assistenza farmaceutica, l’assistenza sanitaria domiciliare, l’integrazione ospedale territorio, l’ambito sociosanitario”.

Il presidente dell’ordine dei medici, continua nella sua nota ritenendo il Collega Antonelli privo dei requisiti professionali e di esperienza necessari per ottenere l’incarico definendolo un “coordinatore di personale coinvolto in processi di assistenza di un numero definito di pazienti cronici in carico ai medici di medicina generale”.

E’ superfluo sottolineare che le “prese di posizioni” dei medici dell’ordine surrettiziamente condivise dalla politica di bassa lega, sono strumentali e sottendono a ben altri interessi, posto che il dottor Antonelli è stato ammesso regolarmente alla selezione pubblica deliberata dalla Asl per il posto di Direttore di Distretto, poiché nessuno degli attuali obiettori ha recriminato sulla legittimità dell’atto.

Tanto è sufficiente ad evidenziare che la nomina di Antonelli è legittima in quanto perfettamente in linea giuridica alla vigente normativa sul conferimento dell’incarico di direttore di distretto.

La verità è una sola: la nomina di un Infermiere a capo di una struttura gerarchica organizzativa sanitaria viene letta dai medici dell’Ordine, come se si trattasse di una situazione di grave “lesa maestà”.

Tanto lo si deduce dalla dichiarazione che riprende il presidente dell’ordine nel suo intervento, ovvero l’aver scelto un Infermiere, l’unico ammesso alla selezione, tra i tanti medici aspiranti al ruolo.

Le “chiacchiere” insignificanti e di pura matrice ideologica sull’esclusiva “pertinenza medica in ambito alle cure primarie” sono ridicole e inaccettabili, tali da essere considerate “patetiche” e “lobbistiche” prese di posizione dei medici dell’ordine e dei suoi “sponsor” politici. Che tristezza».


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