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Legambiente Bisceglie: Mumart e polemiche
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Alessandro Di Gregorio, Presidente Legambiente-Bisceglie

Alessandro Di Gregorio, Presidente Legambiente-Bisceglie

Dopo l’istituzione del Museo Marino Artistico nel tratto di mare antistante le Grotte di Ripalta, insorge Legambiente di Bisceglie che, attraverso il suo Presidente  Alessandro Di Gregorio, chiede al Sindaco Spina un più ampio confronto con le associazioni ambientaliste cittadine, che si sono dimostrate sempre disponibili nel collaborare fattivamente per la tutela dell’ambiente.

La lunga missiva inviataci da Alessandro Di Gregorio, Presidente cittadino di Legambiente, focalizza l’opportunità di istituire un Museo Marino Artistico nello specchio di mare delle Grotte di Ripalta: «Da tempo – ha scritto Di Gregorio –  gli ambientalisti biscegliesi, e non solo, ritengono fondamentale e strategico il ripopolamento sia di Posidonia che della fauna marina, in quel delicatissimo tratto il quale favorirebbe tra le altre cose, il riconoscimento di Area Marina Protetta con vantaggi davvero consistenti per il turismo, per il lavoro ma anche per la piccola marineria e la pesca di qualità cosa che avviene puntuale in tutte le aree protette».

Bisceglie: Grotte di Ripalta (foto B15G)

Bisceglie: Grotte di Ripalta (foto B15G)

Per quanto concerne, poi,  il confronto col Museo Marino Artistico delle Isole Cayman, sempre secondo Di Gregorio, non ci sarebbero termini di paragone, ospitando questo ben cinquecento statue «collocate a molta distanza dalla barriera corallina; in secondo luogo, di musei sottomarini in grado di attirare l’attenzione dei turisti ne esistono a decine nel Mondo ed in Italia. Nulla di originale e speciale avrebbe dunque quello biscegliese con solo tre statue. E’ bene sottolineare – ha proseguito nella sua  missiva Di Gregorio – che un museo nasce e si crea in base ad un’idea ben precisa ed un tema che ne fa le fondamenta di tutto il percorso, cosa che pare totalmente mancare a quello nostrano. Se poi si tratta di un museo sottomarino è di vitale importanza avere intrinseca una motivazione strettamente ambientalista e paesaggistica, cosa di cui abbiamo molte conoscenze in merito e che, ci perdoni, non sembra avrebbe quello biscegliese».

Il Presidente di Legambiente-Bisceglie ha desiderato attrarre l’attenzione del Primo Cittadino sulla questione squisitamente “ambientalista” del Museo Marino Artistico: «Frutto dell’opera dell’artista Jason deCaires Taylor, ai Caraibi, le statue sono state disposte al largo e su fondale sabbioso (e non tra gli scogli e le tane dei pesci come Bisceglie vorrebbe), come quasi tutte le altre esposizioni subacquee in ogni dove. La loro allocazione è stata pensata per allontanare i sub dalla barriera corallina e da un tratto di fondale sul quale era necessario ripopolamento e salvaguardia, proprio come servirebbe nella zona Pantano-Ripalta. Ci chiediamo tra l’altro, se magari non fosse stato meglio per la salvaguardia dell’ambiente, convocare le associazioni ambientaliste del territorio (senza parere vincolante), per concordare, se proprio importantissimo per il turismo (sic!), una diversa collocazione al largo e più in profondità delle statue».

Non  è mancato, in chiusura di missiva, l’accenno polemico alle passate collaborazioni fra Legambiente ed Amministrazione Comunale, sulla scorta delle quali Di Gregorio si è dichiarato stupito per il mancato coinvolgimento dell’Associazione da lui rappresentata: «Signor Sindaco, – ha continuato il Presidente di Legambiente-Bisceglie – la nostra visione delle cose è assolutamente rispettosa verso le altrui idee ed iniziative, anche se e quando esse non ci vedono assolutamente d’accordo. Quello invece su cui non transigiamo, insieme a tantissimi cittadini non “strettamente” ambientalisti, è l’arroganza delle decisioni imposte tout court, che non rispettano luoghi e persone, ambiente e idee diverse o che peggio fingono di favorire l’ambiente.

Ma forse Legambiente, utile solo per redigere (gratuitamente), la relazione per l’inserimento della nostra città nella Guida Blu del Touring oppure per certificare con la presenza di Goletta Verde il non inquinamento delle spiagge balneabili; o nel pulire aree degradate e dimenticate come quella prospicente la ex Bi-Marmi, che continua ad essere utilizzata a parcheggio invece che come giardino sul mare, ad esempio.

E che dire invece – ha concluso Di Gregorio, sollecitando una risposta del Sindaco Spina – del progetto gratuito, presentato da tempo sulla riforestazione del parco Unità d’Italia (zona a rischio idrogeologico) con il ripristino di piante autoctone e la cura delle piante tutte, per i prossimi vent’anni? Saranno più importanti le visite dei sub o le opportunità create da un ettaro di parco restituito ai cittadini?

 

Ci spieghi sindaco, ma soprattutto lo spieghi ai cittadini».


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