BISCEGLIE 15 GIORNI GRUPPO FACEBOOK

Nicola Occhiofino, appartiene anche alla storia di Bisceglie
Archiviato in: Opinioni ed Interventi

30 Aprile 1971, Nicola Occhiofino ad un incontro di quartiere nel Circolo ACLI di Bisceglie. Alla sua sinistra Mauro Papagni Presidente di Circolo

E’ stato “…lo mio maestro, ‘l mio autore …”.

Nicola Occhiofino, già Vice presidente del Consiglio Regionale della Puglia e Assessore al Welfare della Provincia di Bari, è venuto a mancare la sera del 20 gennaio scorso.

Nelle ACLI (Associazione Cristiani Lavoratori Italiani) è stato Presidente provinciale di Bari, Presidente e Segretario regionale della Puglia, Segretario nazionale di Gioventù Aclista, Responsabile nazionale Acli alla Formazione.

 Ci siamo conosciuti verso la metà degli anni ’60, quando iniziai a frequentare il Circolo Acli di Bisceglie, ove mi iscrissi più per ritrovarmi con gli ex amici oratoriani (Nicola Gallo, Franco Di Pinto, …) che per altro.

Le attività di quel Circolo, il dinamismo di Franco Di Pinto e le novità che emergevano dal mondo dei Lavoratori cristiani, mi portarono a partecipare al “Corso Residenziale di Formazione per Dirigenti di Circolo e Giovani delle ACLI” presso l’Oasi S. Fara di Bari dal 17 al 20 agosto 1967. In quella occasione Occhiofino, allora Vice presidente provinciale,  tenne una relazione sul tema L’UNITA’ SINDACALE   (“ NO al sindacato di partito, NO al sindacato di centro sinistra, NO al sindacato cristiano, NO al linguaggio della distinzione fra i lavoratori”). Io, che già negli anni precedenti avevo maturato la scelta della Nonviolenza e della Obiezione di coscienza al Servizio militare, proposi in quella sede per il movimento dei giovani aclisti il motto della scuola di Barbiana “I Care”, da contrapporre, secondo l’insegnamento di don Milani (scomparso due mesi prima), al motto fascista “me ne frego”.

 Nel 1969 Occhiofino fu uno dei fautori della “Fine del collateralismo con la DC  al Congresso nazionale delle Acli di Torino, e uno dei fautori dell’ “Ipotesi socialista” al Convegno di studi di Vallombrosa del 1970. In quell’anno, su  invito dello stesso Occhiofino, partecipai nei pressi di Roma ad un Corso Nazionale per dirigenti ACLI, tutto impostato sul tema “Alternativa al Capitalismo in nome dell’Uomo”.

Con la scelta socialista le Acli si dividono, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ci toglie gli Assistenti ecclesiastici (e i viveri), Paolo VI ci esprime  “deplorazione”. Intanto Nicola Occhiofino,  forte sostenitore del nuovo percorso, scalza al Congresso delle Acli di Bari il dott. Andrea Leonetti  succedendogli a Presidente Provinciale.

A Bisceglie, su impulso di Franco Di Pinto, all’epoca Segretario regionale delle Acli, nasce il 13–01–’71 in via L. Papagni 9/A il nuovo Circolo Acli, sulle cui pareti  non vengono più affissi i tradizionali manifesti “Vota DC” con lo scudo crociato, ma vengono riportati alcuni “messaggi” di don Primo Mazzolari, Lincoln, Gandhi, Aldo Capitini. Uno per tutti: “Quando sento cantare: -Gloria a Dio e pace sulla terra-, mi domando dove oggi sia resa gloria a Dio e dove sia pace sulla terra. Finché la pace sarà una fame insaziata, e finché non avremo sradicata dalla nostra civiltà la violenza, il Cristo non sarà nato”. (Gandhi).

 Le vecchie Acli, dirette dal dott. G. Galantino e P. Rana, diventano prima MoCLI, poi M.C.L., mentre il nuovo Circolo di via L. Papagni, diretto dal sottoscritto in qualità di incaricato prima, di Presidente di Circolo poi, ma sempre sotto la guida di Di Pinto, si caratterizza da subito come SCUOLA PERMANENTE DI FORMAZIONE E AZIONE SOCIALE: assemblea di quartiere ogni mercoledì sui vari temi sociali, politici, sindacali, religiosi;  costituzione di un embrione di Comitato di Quartiere; doposcuola estivo gratuito per tutti i ragazzi in difficoltà delle  elementari e medie della zona; nascita del giornale “QUARTIERE. Il Potere dal Basso” (Direttore Responsabile Ennio Triggiani, Direttore Franco Di Pinto, Redattore capo Mauro Papagni), con lo stesso Occhiofino fra i redattori ( “…la lotta per sconfiggere il mostro del privilegio e dello sfruttamento. E’ il modo migliore per testimoniare il nostro cristianesimo”). Il nuovo Circolo è inoltre presente nella vita cittadina con tutta una serie di iniziative di una certa rilevanza:  difesa ad oltranza dei sei infermieri della Casa della Divina Provvidenza arrestati il 12 novembre 1970 in seguito a manifestazioni sindacali;  iniziative, insieme ad alcuni amici dell’Azione Cattolica, sulla LIBERTA’ DI VOTO PER I CATTOLICI (“Non esiste il Partito della Chiesa”) e sul “NO” all’abrogazione della legge sul Divorzio, nonché un pubblico dibattito-confronto con l’on. prof. Renato Dell’Andro e lo stesso Nicola Occhiofino nei locali dell’azione cattolica di via Petronelli, sempre sul tema del Divorzio (marzo 1973);  manifestazione nel cinema Garibaldi con Livio Labor;  assemblea pubblica nei locali del Circolo con l’avvocato Luciano Ventura su Vincenzo Calace.

Dopo tre anni il Circolo cessò le attività, e gli aclisti di “dispersero” nei diversi partiti. Io con altri amici (fra cui i proff. Antonio Bombini e il compianto Giuseppe Di Molfetta) ci iscrivemmo al PCI di Bisceglie ove portammo tutto l’entusiasmo e l’esperienza di quel Circolo, mentre Occhiofino aderiva come indipendente al PCI di Bari.

Non ci perdemmo di vista. Anzi, io coglievo ogni occasione per invitarlo a Bisceglie per qualche comizio o dibattito, presentandolo come colui che “prendeva per mano i giovani cattolici, e per mano li accompagnava sulla strada dell’impegno sociale”; mentre lui non mancava di chiedermi “informative” locali, anche invitandomi con la mia famiglia presso il suo “rifugio” di Cisternino.

 Quando verso la fine del 1983 istituii l’Assessorato per la Pace a Bisceglie, prima esperienza del genere in Italia (sindaco Ricchiuti), egli ne fu fiero: “Vedete cosa combinano nelle istituzioni gli aclisti, i miei aclisti!”. E quando nel 1989 organizzai, come segretario del PCI, la Scuola di PoliticaPENSANDO IL MONDO NUOVO al Camping di Bisceglie, egli accettò bel volentieri, insieme al prof. Giuseppe (Beppe) Vacca anch’egli entusiasta, la direzione dell’iniziativa, che si articolò, per un’intera settimana, in momenti antimeridiani di studio e approfondimento, e in pubbliche assemblee serali, ad una delle quali prese parte Don Tonino Bello.  Un gran successo!!

Seguì il 23° Congresso Sezionale del PCI del 2-4 febbraio 1990, quindi la rottura politica nella sezione (fra quelli del rinnovamento e chi rimaneva assestato sulle vecchie posizioni), la formazione del “Gruppo di Impegno Politico MONDO NUOVO”, la presentazione della lista “MONDO NUOVO” alle amministrative di quell’anno.

In piena campagna raccolta-firme per la presentazione della nuova lista, Occhiofino venne a trovarmi a casa inviato dalla Federazione barese del PCI nel tentativo di persuadermi a “rientrare”, mandando a monte le firme raccolte per la presentazione della nuova lista, ovvero a dimettermi per evitare le espulsioni (negli stessi termini mi arrivavano le telefonate da Roma). Spiegai che non c’erano i presupposti, politici e democratici, perché io accettassi alcuna delle due soluzioni e che a quel punto preferivo le espulsioni.  Nicola comprese e non insistette più di tanto. Fui eletto nella nuova lista MONDO NUOVO. Seguirono puntuali le espulsioni dal PCI, mie e di tanti altri compagni (3.5.’90).

Quell’anno tentai di ripetere l’esperienza del Camping organizzando, questa volta come MONDO NUOVO, la Scuola di Politica “IL LABORATORIO DELL’UTOPIA” presso la Casa delle Missioni di via Molfetta. L’iniziativa non andò bene come la prima volta, per le difficoltà che ebbi a rintracciare i relatori sui diversi temi: “Hanno creato un cordone sanitario attorno a te”, mi disse Enzo Lavarra della Federazione barese.  Non mi abbandonò, invece, Nicola Occhiofino che anche in quella occasione mi collaborò con una sua appassionata relazione.

 Poi le strade si divisero.  Ma io continuai sul solco del suo insegnamento, marchiando col Preambolo sulla Pace, e non solo, lo Statuto del Comune di Bisceglie (1991, sindaco Contò) e, ritornato Assessore (1993, sindaco Lorusso), deliberando l’ospitalità a Bisceglie dei bambini orfani di Spalato ( guerra serbo-croata), e presentando la proposta-progetto della Città dei Ragazzi a S. Croce che inglobava tutto quanto era maturato in quegli anni come impegno concreto del Comune di Bisceglie sui grandi temi della Solidarietà e della Pace.

 Nicola Occhiofino fa parte anche della Storia di Bisceglie.  A me ha insegnato che la Politica, come la Fede, è soprattutto testimonianza.

Grazie, Nicola.      29/01/2011    Mauro Papagni


Sito ottimizzato per Mozilla FirefoxCSS ValidoXHTML ValidoQuesto sito usa Wordpress CMS