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TRANI, FRANCO CALIFANO OSPITE A “IL VECCHIO E IL MARE”
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Franco Califano

Franco Califano

Una leggenda della musica italiana, sospesa tra il mito e il trash, tra il sesso e la poesia. E’ questo e molto di più Franco Califano, ospite per una sera, domenica 12 luglio, presso “Il vecchio e il mare” di Trani, nell’appuntamento “La casciara al mare” organizzato dalla consolidata squadra de I Vitelloni. Straordinario cantautore (ha realizzato, tra gli altri, pezzi storici come “Minuetto”, “E la chiamano estate”, “Un tempo piccolo), implacabile amatore (vanta al suo attivo circa 1500 donne, di cui amate solo 5 o 6), trasgressivo e irriverente, spesso anticonformista, ma anche intimo e profondo, mai banale nelle sue poesie-canzoni, o nelle sue riflessioni, che gli hanno valso perfino una laurea honoris causa in filosofia presso l’università di New York.

Un personaggio a tutto tondo, amatissimo dal pubblico, che riconosce in lui la genuinità così come la maestria, tanto da avergli consegnato soprannomi come “Il Maestro” o “Il Califfo”. Un guru per tutte le stagioni, che ha vissuto a pieno la vita, dal periodo della beat generation agli anni della dolce vita, passando persino per la prigione di un carcere e quella di un reality show. Un uomo che, per quanto contraddittorio e discusso, non finisce mai di stupire e di insegnare. Come ha fatto nel suo libro “Calisutra”, manuale di ars amatoria per sprovveduti amanti trentenni e quarantenni. Ma soprattutto non finisce ancora di cantare e di poetare, come fa nel suo ultimo disco “C’è bisogno di amore”. Un CD provocatorio già nel titolo, per un cantante da cui ci aspetteremmo l’elogio del sesso senza amore.

Ma Califano è anche questo, “un single eternamente fidanzato” come lui stesso si definisce, un uomo che non ha mai smesso di amare, foss’anche per una sola notte. E un uomo innamorato, oltre che delle donne, soprattutto della vita, tanto da aver promesso di far scrivere sulla sua tomba la significativa epigrafe “Non escludo il ritorno”. Così, giusto per essere immortale come le sue canzoni.

L’arrivo al locale “Il vecchio e il mare” è un po’ un omaggio anche ad una sua canzone, “I libri di Hemingway”, in cui viene citato il libro dello scrittore americano, per l’appunto “Il vecchio e il mare”. Ma racconta anche della sua vita di artista maturo, sospeso tra i ricordi del passato, e gli slanci di un giovane desideroso di prendere la vita a morsi. Un vecchio, insomma, che ama ancora le sfide, gli slanci, le avventure del mare. Un cantante navigato, ma anche un marinaio che trova donna in ogni porto in cui si ferma.

D’altronde Califano stesso ha parlato di vecchio e mare in alcuni suoi aforismi. “Non esiste il vecchio, come non esiste il giovane; a volte il vecchio è giovane e il giovane è vecchio”, ha detto. E sul mare: “Adoro il mare, mi ispira e mi fa sentire poeta”.

Il Califfo è un uomo che ha vissuto la sua vita a mille. Mille canzoni scritte, più di mille donne amate. E allora, dieci, cento, mille Califano. Perché tutto il resto è noia.


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