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	<title>Bisceglie 15 Giorni &#187; partito democratico</title>
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	<description>Periodico di informazione diretto da Salvatore Valentino e fondato nel 1999 - reg. Tribunale di Trani n° 350 del 21.05.1999</description>
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		<title>Sanità, Mennea (Pd): “L’ospedale di Trani non si tocca e la sede della Asl deve andare a Barletta”</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 15:50:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il consigliere regionale del Pd contesta i nuovo programmi della direzione generale della Asl Bt  «Cominciamo davvero bene. Pensavo che finalmente la Asl Bt si fosse liberata della politica e invece mi accorgo che non è così”. Il consigliere regionale &#8230; <a href="https://www.bisceglie15giorni.com/2011/10/12/sanita-mennea-pd-%e2%80%9cl%e2%80%99ospedale-di-trani-non-si-tocca-e-la-sede-della-asl-deve-andare-a-barletta%e2%80%9d/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2011/10/ruggiero-mennea-pd.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5170" title="ruggiero mennea pd" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2011/10/ruggiero-mennea-pd-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>Il consigliere regionale del Pd contesta i nuovo programmi della direzione generale della Asl Bt</em></strong></p>
<p><em> «</em>Cominciamo davvero bene. Pensavo che finalmente la Asl Bt si fosse liberata della politica e invece mi accorgo che non è così”. Il consigliere regionale del Partito Democratico <strong>Ruggiero Mennea</strong> non digerisce affatto la proposta <span id="more-5169"></span>che sarebbe stata avanzata dal direttore generale della Asl Bt nel corso dell’ultima riunione della conferenza dei sindaci, ovvero di chiudere l’ospedale di Trani e di spostare nell’edificio di viale Padre Pio un poliambulatorio e la sede della Asl. “Se è vero che la politica non deve interferire con la sanità”, sottolinea Mennea, “è vero anche che la sanità deve lasciare alla politica le decisioni che le competono e spettano. La sede della Asl Bt deve essere immediatamente trasferita da Andria, dove paghiamo un fitto che pesa sulle tasche dei contribuenti, a Barletta, dove non c’è bisogno di svuotare un ospedale per far spazio agli uffici: i locali ci sono già e non costerebbero nulla alla Regione e, di conseguenza, ai cittadini. Il direttore generale della Asl Bt deve sapere che quattro consiglieri regionali del territorio si sono già espressi al riguardo, presentando un ordine del giorno al Consiglio Regionale sin dal 18 aprile scorso”. “Il direttore generale della Asl”, prosegue Mennea, “accantoni idee strampalate, peraltro non supportate da indirizzi specifici del governo regionale: chi gli ha detto, infatti, che l’ospedale di Trani deve essere chiuso? Lo sa il direttore generale che esiste un piano per la costruzione di un ospedale tra Trani e Bisceglie, mai ufficialmente accantonato? Personalmente continuo a credere che quella sia una giusta direzione, che quel progetto sia assolutamente valido e chiunque, compreso l’assessore Fiore, prima di cambiare i piani deve discuterne con i rappresentanti territoriali del territorio. Trani è una città importante, in cui vivono 60.000 persone, co-capoluogo della provincia Bat: può essere privata dell’ospedale solo ed esclusivamente a fronte di un progetto importante come l’ospedale unico Trani-Bisceglie. E comunque il direttore generale deve sapere che l’Asl Bt ha un credito di posti letto rispetto al piano precedente, mai attivati dalle precedenti gestioni, quindi piuttosto che a chiudere ospedali pensi ad attivare i posti letto mancanti”. “Invito quindi il direttore generale della Asl”, conclude Mennea, “a dismettere i panni del politico e a pensare unicamente a come eliminare gli sprechi, a partire dalla sede della Asl, che può essere trasferita anche domani mattina a Barletta, sino all’accorpamento dei reparti-doppione, come Urologia ad Andria e Trani, per razionalizzare la spesa e per migliorare il servizio sanitario, a cominciare dall’abbattimento delle liste d’attesa, che purtroppo, anche nel nostro territorio, continuano ad essere vergognosamente lunghe».</p>
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		<title>Editoriale: P.D.: &#8220;Partito Democratico&#8221; o &#8220;Primarie Dimenticate&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 22:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni ed Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[bisceglie15giorni]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[SALVATORE VALENTINO]]></category>

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		<description><![CDATA[In anteprima l&#8217;editoriale contenuto nel numero del 31 gennaio 2011 di &#8220;Bisceglie 15 Giorni&#8221;, domani mattina in edicola Troppe liste rappresentano un segno di debolezza o sono il mezzo a disposizione della gente per partecipare attivamente alla politica?  Chi le &#8230; <a href="https://www.bisceglie15giorni.com/2011/02/02/editoriale-p-d-partito-democratico-o-primarie-dimenticate/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2011/02/salvatore-VALENTINO.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4323" title="salvatore VALENTINO" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2011/02/salvatore-VALENTINO.jpg" alt="" width="200" height="257" /></a>In anteprima l&#8217;editoriale contenuto nel numero del 31 gennaio 2011 di &#8220;Bisceglie 15 Giorni&#8221;, domani mattina in edicola</em></strong></p>
<p><strong><em>Troppe liste rappresentano un segno di debolezza o sono il mezzo a disposizione della gente per partecipare attivamente alla politica?  Chi le contesta dovrebbe spiegare ai cittadini perchè non ha voluto le &#8220;PRIMARIE&#8221; a Bisceglie per decidere il candidato sindaco del centro sinistra, soffocando così il desiderio di dibattito e confronto sempre vivo nella base&#8230;<span id="more-4322"></span></em></strong></p>
<p>L’antico vizio della sinistra di fare politica con gli slogan è dura a morire. Dopo aver tentato, e fallito, la via della delegittimazione legalitaria, scontrandosi con numerose sentenze della magistratura amministrativa che nulla ha avuto da eccepire sull’attività dell’Amministrazione Comunale; dopo aver tentato, e fallito, il &#8220;tam tam&#8221; di una &#8220;città sporca&#8221;, ottenendo l’unico risultato utile di aver delegittimato un’intera collettività, diffondendone un’immagine negativa che ha rischiato di pregiudicare l’appeal che Bisceglie continua ad avere nell’attrarre ospiti, e non solo d’estate; adesso si affanna a contestare la discesa in campo delle liste che sosterranno la rielezione di Francesco Spina che, a parere dei maggiori (?) partiti del centro sinistra, sarebbero tante, inutili, vuote e sostanzialmente un &#8220;trucco&#8221; per ingannare i cittadini, costituendo una prova di forza che si schianterà contro una sconfitta&#8230;.</p>
<p>Ormai in piena campagna elettorale assistiamo ad una fiera di &#8220;tentativi&#8221; di delegittimazione, operati con l’intento di sovvertire un pronostico che nell’opinione pubblica è ormai acquisito: la rielezione di Francesco Spina a Sindaco di Bisceglie per i prossimi cinque anni.</p>
<p>Ed in questa fiera di &#8220;bugie&#8221;, di costanti &#8220;negazioni della realtà&#8221;, dal centro sinistra partono i petardi del &#8220;facimme ammujna&#8221;: il &#8220;no&#8221;, costi quello che costi, a tutto ed al contrario di tutto. &#8220;NO&#8221; alla Zona A.S.I., &#8220;NO&#8221; al Casello autostradale, &#8220;NO&#8221; ai piani di riqualificazione urbana, peraltro finanziati, al contrario del passato quando si limitavano a puri e semplici proclami, &#8220;NO&#8221; ai cittoli sulle spiagge, e via &#8230;negando&#8230;</p>
<p>Nella fiera delle negazioni si fa finta di non vedere, per esempio, l’alto grado di considerazione che la nostra Città sta riscuotendo a livello regionale e nazionale, grazie ad una politica di dialogo e proficua collaborazione, soprattutto con enti territoriali governati dalla sinistra: laddove l’altro ieri, vedi la Regione Puglia, qualcuno era costretto ad andare a &#8220;battere i pugni&#8221; per farsi soltanto ricevere, oggi si dialoga proficuamente, con la massima serenità e, senza battere alcunchè, Bisceglie ottiene cospicui finanziamenti, mentre i progetti presentati godono del vivo apprezzamento del governo regionale e dei suoi massimi esponenti, a partire dal Governatore Vendola. Si sono risolti così i problemi della &#8220;Principessa Jolanda&#8221;, dei giovani che vogliono fare musica, dei numerosi piani di riqualificazione urbana e del P.U.G.</p>
<p>Senza contare che la qualificata presenza di Francesco Spina ai vertici dell’A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) si sta rivelando una formidabile attrattiva in termini di agevolazioni, finanziamenti e considerazione per la nostra Città. A memoria non ricordiamo un sindaco che abbia ricoperto incarichi prestigiosi a livello nazionale. Un fatto di cui Bisceglie dovrebbe andare orgogliosa, e che smentisce i risibili tentativi del centro sinistra &#8220;paesano&#8221; di delegittimare l’attuale sindaco sotto il profilo delle capacità amministrative e relazionali.</p>
<p>Ma torniamo a focalizzare il tema &#8220;liste&#8221;. Dai Comunsti Italiani al Partito Democratico ha preso il via un fuoco di fila (di mortaretti) teso a delegittimare: 1) il numero delle liste che sostengono Spina; 2) la loro consistenza in termini elettorali, definendole &#8220;civetta&#8221;; 3) i numerosi cittadini che hanno accettato, e continuano ad accettare, di candidarsi alle prossime elezioni comunali, che si terranno presumibilmente a maggio prossimo. Un tentativo di delegittimazione che nasconde ciò che tutti possono vedere: cioè che anche il centro sinistra sta ricorrendo alle liste civiche, ma si guarda bene dal dichiararlo.</p>
<p>Conoscendo bene il &#8220;pensiero&#8221; degli amici della sinistra, capiamo la loro preoccupazione, che cresce con il crescere della partecipazione popolare alla vita politica. Meglio sarebbe, secondo loro, che certe faccende fossero risolte &#8220;fra pochi eletti&#8221;, generalmente &#8220;capipopolo-autoreferenti&#8221;, che capiscono la politica, conoscono le &#8220;leve del potere&#8221; che vorrebbero manovrarle senza intralci e, soprattutto, senza voci dissenzienti.</p>
<p>Un &#8220;ghe pensi mi&#8221; alla rovescia, della serie: conta più la pagliuzza negli occhi dell’avversario, anzichè la trave nel proprio&#8230; E poi, perchè condidare tutti questi &#8220;cittadini&#8221;, che torneranno a casa con qualche voto e qualche delusione in più?&#8230;</p>
<p>In questa teoria è contenuta tutta la &#8220;cultura politica&#8221; della sinistra che, ancora una volta, ci propina ragionamenti campati in aria. Se sono tanti seicento candidati, potrebbero esserlo altrettanto anche sessanta candidati. E spieghiamo perchè&#8230;</p>
<p>I posti di consigliere comunale sono trenta, ragione per cui anche se si presentassero due sole liste, resterebbero fuori trenta candidati. Chi se la sente di considerare &#8220;peones&#8221; questi poveri trenta eslcusi?</p>
<p>Ciò che a sinistra non riescono a capire è che anche un numero di candidati &#8220;esagerato&#8221; può rappresentare un coinvolgimento positivo dei cittadini nella vita e nel dibattito politico, contribuendo ad avvicinarli a problematiche fino a ieri sconosciute. In altri termini: una libertà che fonda sulla partecipazione (come del resto spesso ci ricordano da sinistra canticchiando Gaber).</p>
<p>Una libertà ed una partecipazione che la sinistra invoca astrattamente, mentre la impedisce ai suoi iscritti, ai suoi simpatizzanti, ai cittdini in generale. L’esempio lo hanno dato i &#8220;nostri&#8221;, proprio a Bisceglie, proprio in occasione di questa imminente competizione elettorale amministrativa: Bisceglie è l’unica città in cui non si sono tenute le famose &#8220;PRIMARIE&#8221;.</p>
<p>Non che altrove le &#8220;PRIMARIE&#8221; abbiano avuto maggiori fortune: le cronache politiche di questi giorni riecheggiano dei &#8220;BROGLI&#8221;, delle contestazioni, dei litigi di bassa macelleria.</p>
<p>La sinistra biscegliese, negando le &#8220;PRIMARIE&#8221; ha perso un’ottima occasione per dare credibilità a ciò che va affermando con leggerezza e scarsa coerenza. La candidatura di Franco Napoletano è il risultato di una imposizione, a nessuno è stata data l’opportunità di esprimere un’opinione diversa, ai biscegliesi resta il dubbio che nel Partito Democratico non ci siano personalità politiche carismatiche in grado di &#8220;svecchiare&#8221; la politica attraverso le &#8220;facce nuove&#8221;, tanto invocate (a parole) dagli amanti delle libere opinioni. A questa candidatura ci hanno pensato le segreterie dei partiti: i &#8220;soliti noti&#8221;, insomma. E alla BASE cosa è rimasto? Nemmeno il &#8220;diritto al mugugno&#8221; di andreottiana memoria&#8230;</p>
<p>Adesso una domanda proviamo a porla noi: e se da questi seicento e passa candidati uscisse la futura classe dirigente di Bisceglie, in grado di svecchiare il personale politico? Lo vogliamo impedire? Sembra controverso l’atteggiamento di chi, in pubblico invoca partecipazione, mentre in privato celebra le solite liturgie di una vecchia politica dura a morire.</p>
<p>Non c’è che dire: un bell’esempio di libertà, di partecipazione, di rispetto per la democrazia: un bel &#8220;salto nel passato&#8221;, in perfetto stile PolitBuro di bolscevica memoria.</p>
<p>                                                                                                                                                      <strong>                 Salvatore Valentino</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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