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	<title>Bisceglie 15 Giorni &#187; teatro curci barletta</title>
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	<description>Periodico di informazione diretto da Salvatore Valentino e fondato nel 1999 - reg. Tribunale di Trani n° 350 del 21.05.1999</description>
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		<title>BEATLES IN JAZZ IL DANILO REA TRIO  AL TEATRO CURCI  PER LA 28.ma STAGIONE CONCERTISTICA DELL&#8217;ASSOCIAZIONE CURCI</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 19:28:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un concerto che parla a tutti gli appassionati della musica e non solo del jazz. Danilo Rea è uno dei grandi pianisti jazz italiani, protagonista e leader di molte formazioni e gruppi che hanno fatto la storia della musica contemporanea &#8230; <a href="https://www.bisceglie15giorni.com/2012/03/01/beatles-in-jazz-il-danilo-rea-trio-al-teatro-curci-per-la-28-ma-stagione-concertistica-dellassociazione-curci/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2012/03/curci-rea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6218" title="curci rea" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2012/03/curci-rea-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Un concerto che parla a tutti gli appassionati della musica e non solo del jazz. Danilo Rea è uno dei grandi pianisti jazz italiani, protagonista e leader di molte formazioni e gruppi che hanno fatto la storia della musica contemporanea negli ultimi decenni. Eppure, Danilo Rea non smette di stupire, in una delle sperimentazioni più riuscite del panorama musicale contemporaneo, il &#8220;Beatles in Jazz&#8221;. Il trio composto da Danilo Rea al piano, Ares Tavolazzi al contrabbasso ed Ellade Bandini alla batteria presenta un irresistibile tributo al mitico quartetto dei Beatles. <span id="more-6217"></span>Amici da molti anni, i tre musicisti sono una novità in formazione trio. Bandini e Rea si incontrano per la prima volta in sala di incisione per la registrazione di Rea per incidere un disco per Edoardo De Angelis, cantautore romano che in futuro avrebbe prodotto molti artisti, mentre Bandini e Tavolazzi sono amici da sempre, nonché conterranei, tutti e due ferraresi.Mina, Celentano,Guccini, Baglioni, De André, Zero, Conte, Dalla, Paoli: sono solo alcune delle loro straordinarie collaborazioni con il modo “melodico”, ma profonda è la loro diversità “jazzistica”. Le loro personali esperienze li rendono imprevedibili sul palco, speciali, disposti ad intraprendere qualsiasi strada mettendo tutta la loro esperienza al servizio della Musica. La loro unione è certamente ricca di fascino e il loro concerto un appuntamento originalissimo. Il trio potrebbe dare vita a nuove vie di compositive e di interpretazione del jazz italiano. In terzetto assieme a Ares Tavolazzi al contrabbasso e a Ellade Bandini  alla batteria, rivisiteranno numerosi brani dei Beatles in una inedita chiave jazz. L&#8217;appuntamento, organizzato  dall&#8217;Associazione Cultura e Musica G. Curci di Barletta, in collaborazione con la Direzione Artistica del Teatro Curci, è per domenica 11 marzo alle ore 18,30, presso il Teatro Comunale Curci, nell&#8217;ambito della  28.ma Stagione Concertistica.</p>
<p>Audace improvvisatore dalla spiccata sensibilità melodica, Danilo Rea è certamente uno dei pianisti che più ha segnato la scena jazz in Italia negli ultimi decenni. Nato a Vicenza nell&#8217;agosto del 1957, si è presto stabilito a Roma, dove condivide i primi anni di attività con il contrabbassista Enzo Pietropaoli e il batterista Roberto Gatto, vale a dire lo storico &#8220;Trio di Roma&#8221;. &#8220;Certamente &#8211; ricorda Rea &#8211; la nascita del Trio di Roma sancisce il mio ingresso nel mondo del jazz. Nei primi anni d&#8217;attività abbiamo avuto l&#8217;opportunità di collaborare con grandi musicisti della scena internazionale, Art Farmer a Steve Grossman, da Chet Baker a David Liebman, a Randy e Michael Brecker&#8221;. Contemporaneamente alla pratica jazzistica, Rea mostra interesse per la musica rock progressive di Emerson Lake &amp; Palmer e degli Yes e ottiene il diploma in pianoforte classico presso il conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Rea parteciperà con vigore e grande capacità a tutta la felice epopea musicale della capitale tra la fine degli anni &#8217;70 e l&#8217;inizio del decennio successivo, città nella quale gravitano musicisti italiani e stranieri di passaggio. &#8220;La partecipazione ai progetti di Maurizio Giammarco per Lingomania &#8211; aggiunge Rea &#8211; o al fianco di grandi maestri quali il batterista Peter Erskine, che militava nei Weather Report, e il contrabbassista Marc Johnson , rappresentano tappe importanti per me&#8221;. Alla carriera di pianista jazz affianca considerevoli interventi con protagonisti di primo piano della musica leggera italiana, con Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia e soprattutto Mina. Considera l&#8217;incontro con Mina &#8220;un momento davvero particolare, molto formativo&#8221;. Fonda il Doctor 3 con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, concentrando la propria estetica in una rivisitazione del repertorio jazz, rock e pop: una sintesi che colpisce pubblico e critica. Negli ultimi anni di attività raggiunge alte quote di maturità e perfezione, tanto che diventano sempre più frequenti i lunghi recital solitari al pianoforte.</p>
<p>Poliedrico e vibrante in ogni sua esecuzione, Ares Tavolazzi riesce a mantenere il suo timbro in qualsiasi situazione lo si veda coinvolto. Contrabbassista tosco-emiliano diplomato al Conservatorio di Ferrara, inizia ad occuparsi di musica a livello professionale già alla fine degli anni ‘60. Ma è dall&#8217;80 in poi, in seguito ad un soggiorno a New York e alla frequentazione di ambienti jazz, che inizia ad occuparsi definitivamente di improvvisazione. Nel corso della sua lunga carriera, ancora splendente, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come nel 1987 il premio come &#8220;Migliore musicista dell&#8217;anno&#8221; ed ha affiancato, nei loro concerti live, artisti italiani del calibro di Mina, Paolo Conte, Francesco Guccini, Eugenio Finardi, Enrico Pieranunzi. Attualmente collabora a diversi lavori teatrali, con la Fondazione Teatro di Pontedera, componendo e suonando dal vivo durante le rappresentazioni sceniche.</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 7.5pt; margin-left: 0cm; line-height: 16.5pt;">Ellade Bandini è considerato dalla comunità di batteristi italiani una pietra miliare che ha segnato il corso di tutta la ritmica nella musica leggera italiana degli ultimi trent’anni. Inizia la carriera di batterista suonando per la cantante Carmen Villani, nel gruppo beat Avengers (al basso Ares Tavolazzi). Diviene presto un turnista molto richiesto, suonando in alcuni 45 giri di successo di quegli anni, come “Io mi fermo qui” di Donatello o “Vendo casa” dei Dik Dik. Batterista simbolo per due generazioni, inizia dagli anni sessanta un lungo lavoro in sala di registrazione che lo vede fino ad oggi presente in oltre 500 dischi. Una parziale sintesi degli artisti coi quali ha lavorato: Lee Konitz, Marc Ribot, Franco D’Andrea, George Benson, Tony Scott, Terence Blanchard, Franco Cerri. Dischi e tour con: Celentano, Zucchero, Ramazzotti, Bennato, Vecchioni, Conte, Pagani, Concato, Venditti, Battiato, Capossela, De Andrè, De Sio, Guccini, Mina e molti altri.Un trio affascinante per una collaborazione che fonde esperienze e stili diversi e che regalerà al pubblico un concerto indimenticabile. Uno spettacolo che senza dubbio sarà suggestivo non solo per i fan dei Beatles e che sicuramente susciterà una certa curiosità nel riscoprire canzoni celebri trasformate in una nuova melodia.</p>
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		<title>Barletta. Teatro Curci: Roma chiama Rio, duello a suon di note con Irio e Roberto De Paula</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 15:36:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Due chitarre, due generazioni a confronto ma stesso sangue brasiliano, stessa verve, stessa voglia di fare sempre buona musica. Per la 28.ma Stagione Concertistica dell&#8217;Associazione Cultura e Musica&#8221;G. Curci&#8221;, sabato 11 febbraio alle ore 21,15, nuovo appuntamento con la grande musica. &#8230; <a href="https://www.bisceglie15giorni.com/2012/02/06/barletta-teatro-curci-roma-chiama-rio-duello-a-suon-di-note-con-irio-e-roberto-de-paula/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2012/02/robertodepaula_iriodepaula.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6046" title="robertodepaula_iriodepaula" src="http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2012/02/robertodepaula_iriodepaula-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Due chitarre, due generazioni a confronto ma stesso sangue brasiliano, stessa verve, stessa voglia di fare sempre buona musica. Per la 28.ma Stagione Concertistica dell&#8217;Associazione Cultura e Musica&#8221;G. Curci&#8221;, sabato 11 febbraio alle ore 21,15, nuovo appuntamento con la grande musica.</strong></p>
<p>Irio &amp; Roberto De Paula si presenteranno sul palco del Teatro Curci di Barletta  con un bellissimo concerto di jazz-samba e bossanova, in cui la spiccata brasilianità della coppia di chitarristi si manifesterà in tutta la sua totalità.<span id="more-6045"></span></p>
<p>Il gusto di incontrare gente in modo spontaneo, peculiarità del popolo brasiliano, così verace e solare, colorato e vivace, proprio come  la musica, verrà rappresentato in tutte le sue sfaccettature durante l&#8217;intero concerto.</p>
<p>I due de Paula, tenendo fede a questo modo di sentire , si incontreranno sul terreno musicale a suon di note, evidenziando un comune modo di sentire la musica tra loro.</p>
<p>Un concerto per niente scontato che ci regalerà incantevoli scorci di Brasile.</p>
<p>Irio De Paula, Superata la  soglia dei settanta anni  con la stessa energia e entusiasmo di un ventenne, continua ad essere un  musicista generoso e un geniale chitarrista. E, fondamentalmente, un timido, ma dietro alla sua apparente ruvidità, alla tentazione di glissare, di non raccontarsi e di affidare alla sua inseparabile chitarra il ruolo di unica depositaria e mediatrice delle proprie emozioni, De Paula nasconde una sensibilità e un&#8217;umanità non comuni. E&#8217; &#8216; uno straordinario chitarrista, dotato di tecnica e feeling trascendenti (pari solo alla sua modestia d&#8217;uomo!) che lo fanno ritenere un maestro, o meglio, &#8221; il Maestro &#8221; da parte di tutti i musicisti (non solo chitarristi) che &#8220;lavorano&#8221; nel genere brasiliano. Tutta la sua musica (stile strumentale, composizione, senso del ritmo) proviene dalle più pure ed autentiche origini brasiliane (è carioca: nato a Rio de Janeiro) e si colloca a pieno titolo nell&#8217;eredità culturale brasiliana la musica popolare del suo paese natale confrontandosi anche con altri patrimoni folkloristici in cui la tradizione afroamericana e quella sudamericana si incontrano e crescono insieme.  Definito dalla critica &#8220;il più affascinante dei chitarristi brasiliani&#8221;, nella sua lunga carriera, (a soli sei anni già suonava alla radio di Rio in una band con i fratelli: &#8220;Os Pinguins de Bangù&#8221;) ha suonato con i migliori musicisti del suo paese quali Paulo Moura, Baden Powell, Rauzinho, Dijalma Ferreira, Juarez e tanti altri ancora da Astrud Gilberto a Chico Buarque; ha effettuato numerose registrazioni, più di cinquanta tra CD e LP: «&#8230;vero virtuoso dello strumento: suona sia acustico che elettrico con la medesima scioltezza, è bravissimo tanto sulla sei, sulla sette che sulla dodici corde ed è inoltre probabilmente uno dei migliori suonatori al mondo di cavaquinho (strumento tipico brasiliano: una piccola chitarra con quattro corde); e se la cava benissimo anche con la viola dinamica e con le percussioni.» letteralmente risplende nelle bosse, nei samba, nelle ballads toccando ogni brano con passione e con stile raffinati, sì da rendere anche le più vecchie e abusate songs quali &#8220;Garota de Ipanema&#8221;, &#8220;Dindi&#8221;, o &#8220;A&#8217; felicidade&#8221; fresche come fiori di primavera. Su tutti i brani, da quelli di Jobim e Lobo a quelli di sua composizione, egli imprime il marchio della sua personalità, esprimendo nei tempi più mossi, con contagiosa efficacia, la sua irrefrenabile gioia di vivere e, in quelli lenti, il suo mondo introspettivo e malinconico.»</p>
<p>Roberto, cresciuto musicalmente sull&#8217;esempio paterno ha acquisito una tecnica esecutiva per molti versi simile a quella del padre evidenziando un fraseggio fluente e un suono corposo degno della migliore tradizione carioca. Nato a Rio de Janeiro nel 1967, dove risiede e fa il musicista di professione, ha iniziato a suonare la chitarra molto giovane, ascoltando i dischi del padre Irio. comincia la sua attività artistica professionistica in Italia all’età di 14 anni, con lo show &#8220;BRASIL BRASILEIRO&#8221; nel 1982. Nel 1990 comincia a suonare in vari jazz club e viene considerato uno dei maggiori giovani talenti in Italia. In Brasile ha suonato con Marcio Bahia, Luis Carlos Batera,Vittor Santos, Carlos Negreiros, Bnegão, Teresa Cristina, Seu Jorge, Marcos Suzano, Genil Castro, Ademir Junior, Henry Lentino,Vagner Tiso, Carlos Malta, Paulo Russo, Ivan Lins, Moacir Luz, Pedro Luiz, Soweto Kinsh, considerato uno dei migliori jazzisti europei,e la cantante jazz brasiliana Leila Maria ed uno dei migliori batteristi al mondo, il brasiliano Robertinho Silva. In Italia, Robertinho de Paula ha inoltre suonato in vari festival jazz internazionali. Nel 2004 esce il suo primo cd, in duo con l’acclamato Irio de Paula, considerato come uno dei migliori dischi dell’anno secondo alcuni critici musicali, da cui ne è seguita una tournée in tutta Italia. Attualmente in Brasile affianca alla attività di docenza nel Progetto “Batucadas Brasileiras” Orquestra de Percussão Robertinho Silva, la carriera artistica con il suo trio .</p>
<p>Durante il concerto eseguiranno brani che  esaltano, a diversi livelli, la bellezza e le radici di Rio de Janeiro., su cui i due musicisti si lanciano in assoli infuocati, scambiandosi spesso il ruolo di solista e di accompagnatore, a riprova della vicinanza di stile che lega i due artisti.</p>
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