A colloquio con Tonio Logoluso in occasione dei suoi 25 anni di Teatro. Una grande ricorrenza per un biscegliese doc che ha raggiunto tanti importanti traguardi nella sua carriera artistica dando lustro alla nostra città. Il 17 Dicembre festeggerà in scena al Teatro Garibaldi col suo nuovo spettacolo: “Il grande Kahuna”.
Un traguardo dal sapore meritatamente storico le “nozze d’argento” col teatro, che Tonio Logoluso festeggia in questi giorni. L’eclettico attore-regista, nonchè autore di pregevoli testi messi in scena di recente, ha contribuito a portare in giro per l’Italia l’immagine autenticamente culturale di Bisceglie, città capace di offrire numerosi talenti, apprezzati dai più grandi interpreti della tradizione teatrale nazionale.
25 anni di Teatro: sono tanti. Innanzitutto complimenti vivissimi; che cosa si prova?
«Grazie per i complimenti. Si prova prima di ogni altra cosa un grande orgoglio: quello di essere riuscito a raggiungere grossi traguardi a livello nazionale restando nella mia terra e nella mia città, a cui sono legatissimo. Questo è qualcosa che niente e nessuno potrà mai togliermi e che dà una soddisfazione enormemente maggiore proprio perché molto maggiori sono le difficoltà. Dirigere attori del calibro di Renzo Giovampietro e Ferruccio Soleri, che hanno scritto la storia del teatro italiano, primi attori di Strehler e Visconti, e poi ancora dirigere propri testi e recitare con artisti come Eros Pagni, Aldo Reggiani, Pippo Franco, Irene Fargo, sono soddisfazioni che non hanno prezzo e sono un indiscutibile riconoscimento per il lavoro svolto».
A quale dei tuoi spettacoli sei più legato?
«Sono molto legato a tutti i miei spettacoli, ne ho fatti davvero tanti, ma se proprio devo sceglierne uno allora dico “Jekyll e Hyde”, che oltretutto è stato il primo spettacolo di prosa alla riapertura del Teatro Garibaldi; sarebbe troppo lungo spiegarne i motivi, ma è lo spettacolo a cui sono più legato, sia a livello artistico che umano. Per le collaborazioni esterne dico invece “I Promessi Sposi” in versione musical fatto col Teatro Stabile di Napoli e dove ero Azzeccagarbugli: 3 anni di tournèe in tutta Italia nei teatri più prestigiosi, 7 Oscar del musical italiano, produzione in stile Broadway, grandissimo successo, artisti di alto livello come Irene Fargo, Tato Russo, Barbara Cola».
Il Teatro e il mondo della cultura stanno vivendo una profonda crisi. Perché?
«La televisione sta annientando molte, troppe menti, e la tecnologia della rete sta facendo impigrire sempre più le persone. Ma la forza e la bellezza di uno spettacolo “live” non sono comparabili a ciò che offre un 32 pollici a cristalli liquidi o un monitor ad alta definizione. Si deve recuperare il senso dell’aggregazione, che è la fonte principale a cui attinge il teatro, ma c’è bisogno di tutte le forze, pubbliche e private e, ovviamente, di una proposta seria e di qualità, non surrogati di formaggini che diventano popolari ma hanno una scadenza limitatissima».
Qual è il requisito principale per un giovane che voglia provare a intraprendere questa strada?
«La predisposizione naturale innanzitutto, quella non te la insegna nessuno, e poi una grande forza mentale. Nasce tutto di là: se non sei sorretto da quella il resto funziona poco quanto niente».
Che suggerimento daresti a un giovane che si affaccia al teatro?
«Di studiare sempre, di avere tanta pazienza, di fare le cose sempre seriamente e di evitare in ogni modo i cialtroni, ce ne sono tanti in giro, purtroppo».
Un sogno nel cassetto?
«Uno che spero possa tradursi in realtà perché è un grande progetto che ho già presentato: una Cittadella delle Arti intitolata a Mauro Giuliani che spero possa essere accettato e andare in porto, sarebbe una cosa straordinaria per la città di Bisceglie e non solo; non esistono cose del genere in Italia… ma questo non dipende solo da me. Lo spero davvero».
Grazie di tutto Tonio, credo che il mondo culturale di Bisceglie ti debba molta riconoscenza. In bocca al lupo e… ad maiora!