Si chiude questa mattina la prima sessione di riunione Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo. Due giorni fa con l’insediamento ufficiale é iniziata formalmente la mia esperienza di Deputato al Parlamento Europeo. Non ti nascondo la grande emozione che ho provato entrando nell’aula e sedendo in uno dei 736 posti assegnati ai rappresentanti dei 27 Stati Membri.
I lavori si sono subito aperti con l’elezione del Presidente del Parlamento, il polacco Jerzy Buzek, anche lui espressione del Partito Popolare Europeo: un docente universitario di grande cultura che ha iniziato far politica negli anni 80 nel movimento di Solidarnosc, quel sindacato semiclandestino guidato da Lek Walensa e tanto caro a Giovanni Paolo II, che é stato il primo movimento di popolo impegnato in una lotta per la libertà che ha pian piano scardinato i regimi oppressivi e comunisti dell’Est. Anche per questa sua storia personale, e non solo per la sua apparteneza al PPE, sono stato particolarmente felice di votarlo, e durante lo scrutinio sono andato a congratularmi con lui dicendogli tutta la mia gioia per aver contribuito, con il mio voto, a dare un riconoscimento così grande ad una significativa pagina della storia del Novecento. Pensa che quando si é eletto nel 1979 il primo Parlamento Europeo, la Polonia non solo non faceva parte dell’Unione, ma era ancora guidata da un governo di militari che rispondeva agli ordini del Cremlino. Chi combatteva quel regime oggi é presiede al Parlamento Europeo: é una grande storia di libertà e democrazia che finalmente si compie.
Nel suo intervento Buzek ha sottolineato che “I capisaldi del nostro lavoro saranno i diritti umani, la sviluppo delle riforme, l’esigenza di rispondere alla fiducia dei cittadini aiutandoli a uscire dalla crisi economica che attanaglia l’Europa, creando occupazione, garantendo loro l’approvvigionamento energetico e tutelandoli dai cambiamento climatici”‘.
Ascoltando queste parole mi sono tornate in mente gli ultimi tre mesi. La campagna elettorale, i tanti incontri, le meravigliose persone che ho incontrato e tutti gli amici cari che hanno sostenuto il mio impegno permettendomi di ottenere un numero di voti -103000- che davvero non avrei mai immaginato di ricevere. Grazie a questo grande consenso, e grazie soprattutto al sostegno e all’amicizia che mi hanno circondato, ho avuto l’onore di sedere nell’aula in cui si costruiscono i destini del nostro continente. Per i prossimi cinque anni anche il mio voto sarà determinante sui temi chiave dell’Unione, sulle misure anti crisi, sulla lotta ai cambiamenti climatici e sulla ricerca di energie certe e pulite. Una grande responsabilità cui mi sforzerò come sempre ho fatto di assolvere con il massimo impegno e con la più ampia dedizione.
I lavori di questi due giorni sono proseguiti con il dibattito sul termine del semestre della Presidenza del Consiglio guidato dalla Cecoslovacchia, e sul programma del prossimo semestre che sarà guidato dalla Svezia. I due capi d governo dei paesi si sono alternati ad illustrare risultati ed obiettivi, e nel dibattito é anche intervenuto Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea.
Qui va un pò così: capi di Stato e di Governo, Primi Ministri e Commissari Europei si alternano per chiedere il nostro voto su obiettivi e programmi che riguardano le grandi priorità politiche dell’Europa.
Con l’insediamento delle commissioni si chiude questa prima sessione. Ho chiesto ed ottenuto di far parte di 2 commissioni che, spero , mi permetteranno di offrire il massimo contributo allo sviluppo del nostro territorio: la Commissione Bilancio, che esprime il suo parere sul riparto dei fondi Strutturali e la Commissione agricoltura che dovrà esprimersi sul nuovo programma agricolo comunitario da cui dipenderanno concretamente le sorti del nostro mezzogiorno.
La prossima settimana si torna a Bruxelles per l’apertura dei lavori della Commissioni che si insedieranno già prima della pausa estiva.
Ora possiamo dirlo, in Europa finalmente ci siamo. E non ci sono solo io. Ci siamo tutti noi che abbiamo tanto creduto in questo ambizioso progetto. Adesso inizia la sfida più grande, quella d non limitarsi a scaldare una sedia o a schiacciare un bottone, ma di poter davvero contare per portare il massimo contributo alla crescita del nostro mezzogiorno.
Come sempre intendo mettercela tutta, e per questo mi sono gia rimboccato le maniche. Sono certo di poterti ancora avere accanto.
Con la mia amicizia,
![sergio silvestris al parlamento europeo[1] Sergio Silvestris al Parlamento Europeo](http://www.bisceglie15giorni.com/wp-content/uploads/2009/07/sergio-silvestris-al-parlamento-europeo1-150x150.jpg)