Roma, 23 lug. – (Adnkronos) –
“E’ assolutamente inaccettabile la tesi Abi rappresentata in queste ore (per spingere il Governo a modificare il testo uscito dalle commissioni bilancio e finanze) secondo cui potrebbe esserci una riduzione del credito a causa di proposte normative come il blocco della commissione di affidamento allo 0,5% anche in caso di sconfinamento e l’impossibilita’ di modificare le condizioni contrattuali oltre il 5% rispetto e quelle convenute originariamente’. Lo afferma in una nota Francesco Boccia, deputato del Pd e componente della Commissione Bilancio.
‘Le considerazioni dell’Abi -prosegue- sono il segno tangibile dell’incapacita’ del Governo di mantenere la barra dritta su temi delicatissimi come restrizione del credito e usura. Se le banche vogliono dare un contributo al Paese contro l’usura -aggiunge Boccia – denuncino ogni giorno da tutte le filiali delle aree a rischio i flussi di denaro sospetti. Siamo nel 2009 e i soldi dell’economia sommersa e criminale usati per l’usura entrano ed escono dai conti correnti bancari ogni giorno e coloro che li portano hanno un volto e dei nomi’.
‘Faissola e Tremonti ci risparmino nuove favole e aiutino Draghi a costruire meccanismi di analisi, interdizione e sanzione di questi fenomeni. Solo costruendo un meccanismo sanzionatorio che arrivi fino agli amministratori delle banche -conclude Boccia – si potra’ avere la certezza di un loro forte impegno nella denuncia di tutti i flussi finanziari sospetti, che non sono quelli fatti con grandi somme di denaro, ma anche i tanti piccoli prestiti fatti in mille quartieri di tante citta’ italiane. Ipotizzare un’ulteriore restrizione del credito e l’ipotetico aumento dell’usura con le norme approvate dalle commissioni resta francamente incomprensibile o piu’ meschinamente un ricatto indiretto che il Parlamento deve rispedire al mittente.
Ci auguriamo che il Governo, cosi’ come accaduto in molte altre occasioni, non faccia l’ennesima marcia indietro”.
