Barletta in prima fila per rilanciare lo sviluppo del territorio: la sede del Patto non può andar via da Barletta
La crisi industriale ed occupazionale del territorio della BAT si fa sempre più grave, ma manca una capacità di risposta da parte delle istituzioni locali.
Nell’incontro tenutosi a Barletta lo scorso 29 aprile tra il mondo associativo imprenditoriale e sindacale e i candidati alla presidenza della neonata Provincia BAT sono stati presentati dall’economista Emmanuele Daluiso i dati drammatici della crisi industriale del territorio, con una stima di oltre 7.000 posti di lavoro persi dal 2000 ad oggi, senza contare quelli persi negli anni precedenti, e la collocazione della BAT all’ultimo posto fra le 37 province del Mezzogiorno in termini di competitività territoriale, dato quest’ultimo che lascia presagire un ulteriore processo di deindustrializzazione e la perdita di ulteriori posti di lavoro, un processo aggravato dalla attuale crisi economica internazionale. La perdita dei posti di lavoro ha riguardato in particolare il tessile-abbigliamento-calzaturiero e la città di Barletta, maggiore centro industriale del territorio.
Nello stesso incontro tutte le forze economiche e sindacali del territorio si sono espresse per un Patto di Sviluppo, al fine di rimettere in moto il sistema economico del territorio, per lanciare un nuovo e ambizioso piano di reindustrializzazione, coinvolgendo le istituzioni locali, regionali e nazionali. Al riguardo va sottolineato che il territorio con la legge 51/2006 è già stato individuato area di crisi industriale, dichiarazione che dava la possibilità di attivare la procedura della legge 181/89 per la reindustrializzazione delle aree di crisi, come ha fatto il Sud Salento che ha promosso la sottoscrizione di un accordo di programma con la Regione e il Ministero dello sviluppo economico, accordo riconosciuto come prioritario dalla recentissima legge sullo sviluppo, approvata in Parlamento il 9 luglio scorso.
Il territorio non può rimanere inerte di fronte a questo stato di cose, è necessario che le istituzioni locali e la nuova Provincia, d’intesa con le forze economiche e sociali del territorio intraprendano una iniziativa forte nei confronti della Regione e del Governo centrale affinché la BAT, che ha avuto una crisi più grave del Sud Salento, possa veder riconosciuto in tempi brevi un accordo di programma finalizzato alla reindustrializzazione e al rilancio dell’economia territoriale. Nel mese di giugno presso il Ministero dello sviluppo economico si è attivato anche il tavolo di crisi del salotto della Murgia, che nei giorni scorsi, anche per impulso della Prefettura di Bari, ha tenuto un incontro presso la Presidenza della Giunta Regionale. Le altre aree di crisi della Puglia si sono mobilitate, ma la BAT sta a guardare.
In questa crisi galoppante che fine ha fatto il Patto Territoriale, che pure alla fine degli anni ’90 aveva avviato proficuamente un’azione per lo sviluppo del territorio, riconosciuto positivamente a livello nazionale ed europeo, che ha mobilitato oltre 150 milioni di investimento ed ha frenato, nella sua azione, la emorragia di posti di lavoro ed avviato nuove ipotesi di sviluppo del territorio, dal turismo, all’agroalimentare, alle energie rinnovabili. Il Patto, nella sua qualità di agenzia di sviluppo, potrebbe riprendere la sua iniziale missione e fungere da motore del nuovo processo di industrializzazione. A tal fine, è stata pure lanciata, al suo interno, una proposta di piano di azione per promuovere progetti di sviluppo che potrebbero dare linfa al processo di reindustrializzazione, ma pare che la politica, in contrasto con le forze economiche in esso presenti, lo abbia bloccato, dimostrando tutta la sua insensibilità alla gravità della crisi in atto. Per di più, oggi si vuole spostare la sede del Patto da Barletta, forse a Canosa, forse a Trani, che hanno manifestato interesse specifico. Sarebbe l’ennesimo smacco nei confronti di una città che è stata capofila e artefice del processo che ha avviato il Patto Territoriale Nord Barese Ofantino.
E’ tempo che la politica torni a fare il suo mestiere di volano dei processi di sviluppo del territorio, trovando quella capacità di unione ed entusiasmo che ha caratterizzato la fine degli anni ’90. E’ tempo che Barletta, maggiore centro industriale del territorio, torni a svolgere il suo ruolo di guida nei nuovi processi di reindustrializzazione. E’necessario che l’esperienza del Patto e delle sue migliori professionalità non vada persa e che venga messa al servizio dell’Accordo di programma per la reindustrializzazione, che istituzioni e forze economiche del territorio devono rapidamente promuovere. E’ necessario che Barletta ritorni a svolgere il ruolo di guida politica che le spetta, che riprenda la guida del Patto e ne conservi la sede.
Francesco Salerno
Consigliere della Provincia BAT
