È stato presentato lo scorso 7 settembre il nuovo Liceo Coreutico di Bisceglie che avrà sede presso il locale Liceo Scientifico-Linguistico “L. Da Vinci” guidato dal preside Prof. Saverio Mongelli.
La conferenza di presentazione ha visto l’intervento entusiasta di molte personalità politiche e non, prima fra tutte quella del Sindaco Francesco Spina. In rappresentanza della Sesta Provincia pugliese, l’Assessore alle Politiche Scolastiche e alla Pubblica Istruzione dott. Pompeo Camero, l’avv. Pietro Casella collaboratore e delegato del sottosegretario del Ministero della Pubblica Istruzione On. Giuseppe Pizza, purtroppo assente per l’occasione tuttavia sempre molto attento alle problematiche del nostro territorio.
Si tratta di un evento importantissimo per la storia dell’istruzione a Bisceglie; la collocazione di un nuovo liceo coreutico (danza) nella nostra città (l’unica altra sede pugliese è sita a Parabita, nel leccese) simboleggia una scelta strategica fondamentale nonché un punto di riferimento per tutti i paesi limitrofi e le regioni che contornano la Puglia. Il piano di studi del nuovo liceo mantiene ovviamente ferme tutte le materie basilari nella formazione di un liceale, potenziandone la preparazione con la storia della musica e della danza, i laboratori coreutico e coreografico, e teoria e pratica musicale per la danza. Sono previsti infatti 4 giorni settimanali dedicati all’arte della coreutica e due giorni alla normale attività scolastica, per un totale di 32 ore settimanali totali. Nella stessa mattinata del 7 settembre si sono svolte, subito dopo la conferenza di presentazione, le selezioni funzionali all’ammissione dei ragazzi che ne hanno fatto domanda, al primo anno del coreutico. Le selezioni si sono svolte presso la scuola di danza “Art of Ballet” sita a Bisceglie in via Oslo, davanti ad una commissione esaminatrice d’eccellenza composta da due docenti dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, le prof.sse Francesca Corazzo e Giovanna Greco.
Il XX secolo rappresenta un periodo nel quale la danza viene sottoposta ad un’attenta indagine ed un profondo ripensamento. Se esaminiamo il progredire nel corso del secolo delle idee sull’uomo e sulle sue possibilità di comunicazione ed espressione attraverso il movimento, emergono le caratteristiche e le peculiarità della danza come esperienza sociale e di partecipazione rituale collettiva, come evento artistico e realtà formativa.
Un corpo che danza rivela tanto se stesso e la persona che incarna quanto la sua appartenenza ad una società. La cultura “impone” all’individuo un linguaggio del corpo che ha il compito di trasmettere dei significati attraverso i quali vengono poi strutturate le relazioni interpersonali e organizzata la realtà che ci circonda.
La danza è divenuta di volta in volta la portavoce di valori morali e religiosi, di istanze rituali, di esigenze pratiche, assurge a codice di comportamento, elemento di distinzione sociale come nel Settecento, a ornamento legato al folclore e alla tradizione, a mezzo per educare e passare valori e principi socialmente riconosciuti.
(Angela Francesca Valentino)