È stato sorpreso nel tentativo di rubare un’autovettura e per questo è finito in carcere. Si tratta di Vincenzo Di Liddo, 44enne di Bisceglie, ben noto alle Forze dell’Ordine, arrestato nella mattinata di lunedì in quel centro dai Carabinieri della Compagnia di Trani, per tentato furto in concorso e porto abusivo di coltello di genere proibito. Continua a leggere
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PUGLIA, CONTROLLI DEI CARABINIERI SULLA SICUREZZA AMBIENTALE, SANITARIA E TUTELA DEL LAVORO. DENUNCIATE 22 PERSONE
Nell’ambito di un programma di prevenzione e repressione delle violazioni di norme speciali che regolano il settore lavorativo, ambientale e alimentare-sanitario, i Carabinieri dei Reparti Speciali del NAS, NIL e NOE della Legione Puglia hanno proceduto ad una mirata attività d’indagine e ispettiva, eseguita negli ultimi quindici giorni, nei confronti di numerose aziende, attività commerciali e cantieri, che ha portato alla denuncia in stato di libertà di 22 persone. 11 sono state, in particolare, le persone denunciate per le violazioni concernenti norme ambientali, inerente la gestione dei rifiuti, con il contestuale sequestro di aree dall’estensione complessiva di circa 5mila metri quadri, adibite ad attività di recupero di rifiuti ferrosi. Continua a leggere
BARLETTA. COSTRINGEVANO RAGAZZA MADRE A PROSTITUIRSI. ARRESTATE DUE RUMENE

Avevano contattato in Romania una ragazza-madre 22enne che cercava fondi per far curare il proprio bambino gravemente malato, promettendole di svolgere il lavoro di baby-sitter per i figli di alcuni rumeni che lavorano in Italia, con una paga di duemila euro al mese, ed invece l’avrebbero avviata all’attività di prostituzione. Continua a leggere
CRONACA. ANDRIA: “PIZZO A DOMICILIO” PER RESTITUIRE L’AUTO RUBATA. IN MANETTE SORVEGLIATO
Si presenta sotto casa del proprietario di un veicolo rubato e pretende 700 euro per la sua restituzione, ma colto con le mani nel sacco finisce in carcere. Dovrà pertanto difendersi dall’accusa di tentata estorsione, Nicola Troia, 38enne sorvegliato speciale di Andria, arrestato nella serata di lunedì scorso in quel centro dai Carabinieri della locale compagnia.
I militari, su indicazione ricevuta dalla centrale operativa, si sono precipitati presso un’abitazione del luogo, ove era in atto un tentativo di estorsione per la restituzione di una Lancia Y rubata alcuni giorni addietro. Lì, davanti al portone dello stabile segnalato, gli operanti hanno notato il 38enne, volto ben noto, il quale si è immediatamente avvicinato ai militari e senza alcuna specifica richiesta, ha tentato di giustificare la sua presenza in quel luogo, precisando di essere estraneo alla vicenda dell’auto rubata. Continua a leggere
ALTAMURA. OMICIDIO DELL’ANZIANO, I CARABINIERI FERMANO IL RESPONSABILE
Non è ancora chiaro il movente che avrebbe spinto l’altamurano D.S. di 25 anni, che svolge saltuariamente l’attività di autotrasportatore, a colpire, nella notte di martedì scorso, il capo del 76enne Salvatore Michele Zizzari, sino a procurarne la morte, e ad abbandonarlo per strada. Un terzo uomo, la cui posizione è ancora da chiarire, ha fornito fondamentali indicazioni per l’individuazione delle tracce che hanno condotto al presunto omicida, nei confronti del quale, date le prove raccolte dai carabinieri dell’Aliquota Operativa della locale Compagnia e della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Bari, il Pubblico Ministero che ha diretto le indagini ha inteso emettere il fermo di indiziato di delitto.
Sono state infatti repertate tracce ematiche, ritenute verosimilmente della vittima, sia sull’autovettura in uso al fermato e sul luogo del delitto, consumatosi, secondo gli investigatori, in un podere non lontano dal luogo del rinvenimento del cadavere.
Gli accertamenti scientifici potranno chiarire con ancora maggiore precisione il collegamento tra il ragazzo e la vittima, date le numerose tracce repertate sul cadavere e successivamente nel podere nella disponibilità del ragazzo. Quest’ultimo, dopo aver ucciso l’anziano, lo avrebbe caricato sull’ autovettura e trasportato sino aulla strada che conduce alla diga Saglioccia, ove è stato ritrovato. Da subito, date le circostanze del ritrovamento, era chiaro che il cadavere era stato trasportato dopo la morte in quel luogo e lì abbandonato. Le indagini proseguono incessantemente, soprattutto per ricostruire i retroscena che avrebbero indotto un ragazzo incensurato, a compiere un gesto così efferato.
CRONACA. ANDRIA: ARRESTATI DAI CARABINIERI ESECUTORE E MANDANTE DI UN AGGUATO
BOSS TRADITO DALLE LETTERE INVIATE ALL’AMANTE
I Carabinieri della Compagnia di Andria hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del capo dell’omonimo clan “Pistillo” e di un suo gregario, i quali, nell’ottobre del 2005, ferirono gravemente, con un colpo di pistola al torace un affiliato del clan avverso, sia per riaffermare la supremazia nel “controllo” dello spaccio di droga, sia per vendicare gravi offese personali subite in precedenza.
È stato tradito da una lettera inviata dal carcere all’amante, nella quale svelava di aver ordinato ad un gregario di “eliminare” un uomo del clan avverso. Continua a leggere


