Nell’aprile del 1994 il Cav. Lorenzo Leone scrisse un’accorata lettera alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, presso la Città del Vaticano, sintetizzando in sette cartelle i suoi 61 anni di servizio ed esprimendo “stupore” per il suo licenziamento. L’anziano dirigente, successore di Don Pasquale Uva alla guida degli istituti ospedalieri, ritenne la nomina di un Commissario Straordinario “una soluzione quanto meno dubbia e non rispondente alla realtà….lesiva del buon nome della Casa…e foriero di allarmismo nella popolazione…”.
In effetti, le cifre snocciolate da Leone non lasciano dubbi: un patrimonio immobiliare stimato, all’epoca, in 400 miliardi di Lire, crediti verso le banche per 4 miliardi, 291 miliardi di crediti verso enti, tutti “certi ed esigibili”, 60 miliardi di disponibilità su un conto delle Suore. Cifre che non parlano di un ente in difficoltà.
Ma dal 1994 in poi si farà strada l’idea che le “Opere Don Uva” sono in crisi…… Continua a leggere

